mercoledì 27 luglio 2011

Odelay n.2 - TUTTIFRUTTITUTTI

Con l'estate allo zenit è normale che la vita rallenti. D'altro canto, se è vero che abbiamo un po' trascurato il blog - ma chi è che ha piacere a a stare davanti al pc con questo caldo? - è pur vero che noi odelyani non siamo stati con le mani in mano. Oltre ai Giovedì Infausti al Baghdad Cafè di Aradeo, domani l'ultimo con il sound system di Cleopatra, e l'imminente festa al boschetto di Lizzanello, presto i dettagli, ci siamo sfiziati a confezionare la seconda compilation di quella che si spera sarà una lunga serie. Stavolta abbiamo selezionato il meglio dell'indie-rock salentino, ovviamente secondo noi, chi segue il blog conosce i nostri gusti, non ce ne vogliano gli esclusi. La succulenta cover è opera della talentuosa Giulia Guerra, che aveva già curato le grafiche della prima compila, quella pop. Il cd lo potete trovare nelle nostre serate a prezzi simili a quelli delle angurie in questa stagione.

Buon ascolto e continuate a seguirci anche su facebook per aggiornamenti sugli eventi.




Odelay n.2 TUTTIFRUTTITUTTI by Odelaymusic

venerdì 15 luglio 2011

La nuova guida estiva al Salento di Urka!: cosa fare dove andare.

Odelay è un po' in vacanza, si è capito dalla penuria di post dell'ultimo periodo. Ma proprio perché la stagione dello scialo per molti è già iniziata vi segnaliamo la nuova guida estiva al Salento di Urka!
La ragione sociale è diversa, ma siamo sempre noi, col nostro spirito zim zim zimpatico ad averla scritta e assemblata, anche se con l'aiuto di molte più persone.
Ci trovate tante nuove recensioni e le nuove illustrazioni di Giulia Sambugaro. Colazione, mare, ristoranti e take away, monumenti e curiosità, bar, pub, locali, eventi e letti: tutto quello che serve per capire cosa sia veramente una "summer of love". Anche perché a un regalo non si dice mai di no...

La guida, infatti, è gratis e in distribuzione fra locali e librerie di tutt'Italia. Per chi invece si è disabituato alla carta o non vuole abbandonare il condizionatore per andarla a cercare è possibile scaricarla qui.

Per tutte le info potete scrivere a : urkaedizioni@gmail.com o seguire gli aggiornamenti su facebook.
Presto online anche un nuovo portale/magazine di eventi e luoghi: www.urkaonline.it

Buona divertimento!


mercoledì 29 giugno 2011

Giorgio Tuma e Woodpecker Wooliams a casa di Brasi e Tone

A Bologna manca solo il mare per essere la città perfetta per l'estate. Da una parte il megaschermo in piazza Maggiore, con i film più grandi della storia del cinema, dall'altra concerti e concertini di questo e quello, che comunque non siamo a Milano e possiamo accontentarci anche di nomi meno grossi. In tutto questo ci inseriamo noi di Odelay, con gli house concert e con due appuntamenti in fila che hanno un po' il sapore del mini-festival. Ci siamo lasciati un po' di mesi fa con i Jules not Jude, di cui finalmente pubblichiamo i video, e ci ritroviamo nell'infuocato Luglio con due artisti la cui musica ci porterà un po' di refrigerio. Il 4 di questo mese dovrebbe essere qui, il condizionale è solo per scaramanzia, il nostro amico Giorgio Tuma, che gioca in casa e ci delizierà con la pioggerella malinconica di alcuni brani tratti dal suo nuovo disco In the morning we'll meet, uscito ad aprile per la Elefant records. Il 7, invece, ospitiamo l'anglo-russa Woodpecker Wooliams, che ci porterà le sue canzoni per arpa e chincaglieria varia che sono come cartoline di paesaggi siberiani. Mi viene in mente l'estate afosa di qualche anno fa, quando il pomeriggio rimanevo chiuso in camera a guardare film ambientati sulla neve, da Nanouk l'eschimese a Shining.

Brasi










lunedì 27 giugno 2011

Scaricare: Tomorrow is Alright di Sonny and the Sunsets


Chi di noi non vorrebbe avere un locale sulla spiaggia per portarci i propri musicisti preferiti a suonare in riva al mare? Eh magari. Di tutti i nuovi uno che vedrei bene è Sonny and the Sunsets. Nomen omen. Sarebbe infatti perfetto per i nostri tramonti, giusto come l’oliva nel Martini (madò ultimamente mi sembra di scrivere per una guida turistica…).
La sua scuola è quella weird/acid fine anni '10 che va da Black Lips a Julian Lynch. La sua musica un rock and roll slabbrato, contrappuntato da congas e da shaker molto svogliati. Il suo cervello così a mollo che l’effetto è di una slackness come non se ne sentiva dagli anni 90 dell’indie rock americano. Il figlio mancato di Daniel Johnston.
Purtroppo è una cosa risaputa che i locali sul mare capitano sempre in mani sbagliate e così non ci rimane che scaricare questo Tomorrow is Alright (Soft Abuse, 2010) da qualche angolo di web e farcelo scolare nelle orecchie dall'ipod, mentre dall'impianto del lido accanto mandano pà pà l'Americano.

Rico

lunedì 20 giugno 2011

Brasi la blecche! Raize it up festival

Nel 1993, in piena faida tra east e west coast, gli Onyx da New York City e Snoop Dogg da Los Angeles invadevano il mercato musicale con i loro dischi d'esordio. La storia dell'hip hop ci ha raccontato poi di rime infuocate, di morti violente e di manager infami che vendevano come reliquie tutte le registrazioni dei loro artisti assassinati. Sono passati quasi 20 anni e, nonostante i dischi portino ancora il bollino del parental advisory, il clima è cambiato e i soldi hanno messo pace tra le coste. Raize it up è il nome del festival ed è anche un pezzo degli Onyx, che saranno al Parco Nord di Bologna a rappresentare la scena underground dei novanta, mentre Snoop Dogg suonerà i pezzi che lo hanno portato al successo mainstream negli anni zero. Il terzo incomodo si chiama MF Doom, con i beats fumosi delle sue erbe speciali, sempre che il rapper dalla maschera di ferro non abbia la faccia di bronzo di mandare un fake come ha fatto di recente a Chicago. Per chi può pagarsi il biglietto, siamo sopra i 40 euro, la line up prevede anche La Fouine dalla Francia e il meglio della scena italiana, da Kaos a Clementino, ma ho paura che in confronto ai pezzi grossi i nostri sembreranno tutti dei gran trucebaldazzi.


Kappaò


martedì 14 giugno 2011

Apre il nuovo Sudestudio. Megafestival con Stereo Total


Il Sudestudio è nu pezz’e core del Salento rock. Fu fondato a metà anni Novanta in una specie di casa coloniale da una muta di skaters randagi della Campi Salentina epoca SCU per registrare un po' di punk rock fai-da-te. Da lì in poi tutto il meglio del rock locale, tra hc, metal, poi indie e pop è stato cotto e dorato al Sudestudio, che ora è diventato un serissimo studio di registrazione, enorme, proprio accanto alla vecchia Casa Rossa.
L’8 luglio, per l'inaugurazione ufficiale, Stefano "Mr. Sudestudio" Manca ci regala un indie festival gratis con gli Stereo Total, band berlinese amata anche qui da noi in Salento, che in tanti hanno provato a portare giù, ma che al massimo s’è fermata a Bari.
Ritorno graditissimo per i guaglioni napoletani Fitness Forever e Gentlemen’s Agreement e per gli strei della famiglia Sudest: Thousands Millions, Girl with the Gun, Il Genio. Ricca anche la console con Play girl From Caracas, Tobia Lamare, Populous.
Venite e bevete!

Rico

SUDESTUDIO opening party from Stefano Tramacere | 18GRADIaEst on Vimeo.

giovedì 9 giugno 2011

Scaricare: Into the Murky water di Leisure Society

I Leisure Society potrebbero essere la risposta inglese al nuovo folk americano. Quelli riciclano la loro tradizione folk, il blues e il country e i beach boys, questi invece il folk celtico e la canzone pop britannica, specialmente quella della swinging London più freak, Beatles epoca Sgt. Pepper compresi, e quella sperimentale della Penguin Cafè Orchestra – che ho ascoltato per la prima volta proprio grazie ai LS!
Senza far confronti, che non è cosa simpatica, possiamo garantire l’assoluta qualità delle canzoni di questo disco superpop, Into the Murky Water (Full Time Hobby, 2011), che è tutto un piacere. Perciò vai con il download.
Intanto beccatevi il video anche se non è il pezzo più bello dell'albumo.

Rico

lunedì 6 giugno 2011

Scaricare: Cat's Eyes


Ne ha di carte da giocarsi questo omonimo esordio di Cat’s Eyes. Innanzitutto perché la mente è Faris Badwan, il tipo degli Horrors dalla voce tombale. Secondo perché si è messo accanto una micia che è polistrumentista, canadese, di nome Rachel e cognome Zeffira. Ricordano un po’ il duo Gainsbourg&Birkin, cosa che a livello glam funziona ancora (il Genio docet). Poi mettiamoci il loro famigerato esordio con un live in Vaticano (!!!). Non ce la faranno mai a passare inosservati..
La loro testa è completamente affondata nel più scuro, languido, ma anche ludico, immaginario sixties. Una fantasiosa – e riuscita – ricombinazione di freak beat, pop da batchelor pad music, exotica da spy movie e colonne sonore italiane (Umiliani, Morricone). Per niente fessi.



Rico

domenica 5 giugno 2011

Odeleiani reduci dal Primavera Sound / parte 3

Ho macinato un sacco di chilometri fra un palco e l’altro, ho avuto attimi di tachicardia per l’ansia di perdere tempo e capogiri fortissimi per la stanchezza provocatami dalla tachicardia. Ho avuto fame, sete, mal di schiena e piedi e ascelle puzzolenti, ho mangiato lo stesso panino per 5 giorni e ho dormito con due trattori in moto. Ma al Primavera Sound ci tornerei domani stesso.

Ed è vero c’erano un sacco di hipster, ma erano pure 140mila. Voglio dire, erano tanti, ma tutti uguali. Tutti coi capelli lisci, vestiti con qualche tipo di risvolto e giramondo con un inglese perfetto. Ma immaginate la frustrazione di uno che si sente fico e si ritrova con altri 139.999 proprio come lui. Allora io ero felice perché mi sentivo brutto, sporco e cattivo. E coi capelli ricci. Diverso insomma (per dirla alla Vendola). Come diverso era quel tipo che prima del concerto dei Battles in ginocchio proprio dietro di noi ha tirato fuori il coso con nonchalance pisciando dentro un bicchiere di birra (dopo poco è scoppiata una rissa, magari le cose erano correlate…). O quello che per ore ha invocato un panino come un cane affamato fino a ritrovarselo nello zaino quand’era già in aeroporto (Rico).
Comunque più di tutto ero felice perché c’era la musica, tanta musica. Talmente tanta che ho vaghi ricordi, ma sono certo che Fleet Foxes, James Blake, Deerhunter e Twin Shadow mi sono piaciuti più del resto. E ancora Seefeel, Kurt Vile, Big Boi, Swans, Yuck e Cloud Nothings.
Ed ero triste perché mi aspettavo più gadget, chessò, flaconcini d’acqua da 10 cl, penne, salviettine o bhò. Invece ci hanno riempiti di caramelle alla menta che non sono servite a niente, visto che, come ha già detto Brasi, siamo stati muti. Ma a buon intenditor...

Tone

p.s. Appena tornato ho visto Toro Y Moi all’Hana-Bi di Marina di Ravenna. Fa parte comunque del mio Primavera Sound e lo pongo fra le cose viste più belle.

sabato 4 giugno 2011

Odeliani reduci dal Primavera Sound Festival parte 2

Mentre mi ripulisco le orecchie da tutto quell'indie con il rocksteady dei Paragons, provo a rispondere a quel fetente di Rico, con cui a Barca ho condiviso la filosofia dello slow-fest. Nel senso che abbiamo preferito la qualità alla quantità e le pause di riflessione (roooooonff) tra un concerto e l'altro piuttosto che correre contro il tempo per vedere tutto.
Di questo Primavera sound mi rimarranno i panini al prosciutto cotto (spero che lo fosse) del paki, la birra a 1 euro e 50 comprata fuori e consumata fuori del park, il mare chiuso tra colate di cemento e le migliaia di hipster con cui non ho scambiato nemmeno una parola. E dire che fuori c'era anche una città, ma chi se n'è accorto. Ok, la smetto di fare l'adrianocelentano, però è vero che l'idea di festival tutto prati, venditori di perline colorate e tipe strafatte che si spogliano e te la tirano addosso è lontanissima. E' stato il festival del polically correct e del marketing, e lo scatolone di scarpe Adidas lo spiega chiaramente.

Per quanto riguarda la musica, bisogna ammettere che la maggior parte degli artisiti si è esibito in performance superiori a quelle dei tour (alcuni li avevo già visti e ho potuto fare il confronto), si vede che ci tenevano a fare bella figura. James Blake si è confermato bravissimo, il più fresco e in forma, non per quanto riguarda il dubstep, ovviamente, ma il pop; gli Animal Collective hanno fatto del loro meglio per rovinare la festa ai fan dell'ultima ora, suonando solo due pezzi dell'ultimo disco (fatto bene!); Caribou s'è meritato l'ovazione, gli Interpol i fischi e le band storiche l'affetto dei fan (ma ci hanno dato dentro, eh, parlo almeno dei Pere Ubu e degli Swans).

Concludendo come in un temino delle medie, ci aspettiamo, per il futuro, un festival più a misura d'uomo.

brasi