giovedì 1 ottobre 2009

Maurizio Blatto spara su Rumore

Avvertenze: questo è un post per segaioli di musica.
Sul numero di settembre di Rumore c'è Maurizio Blatto che nella sua rubrica Privé decide di sputare il rospo contro il suo stesso giornale. Ben fatto, Maurizio, spezzagli le gambe! Godo sempre quando qualcuno spara a zero in tempi di "tutto va bene" musicale. Cercando di riassumere il più possibile, Blatto sostiene che ci sia una certa ipocrisia che striscia nel giornalismo cartaceo, il quale si dichiara entusiasta per la dematerializzazione della musica e per la conseguente crisi discografica e morte delle major (muoiono più le indies poi..) mentre lo stesso giornalismo TACE degli effetti negativi di quella dematerializzazione che va a favore di blog e webzine e a scapito del cartaceo, che, secondo Blatto, avrebbe ancora il suo senso di esistere. Insomma, questi tacciono persino della loro paura di perdere il posto di lavoro pur di non smentire il giovanottismo incendiario e modaiolo di cui si fregiano. L'articolo sta qui.
Va bene non si legge una mazza, forse meglio andare qui.
Si fanno riferimenti a fatti che potrà capire meglio solo chi legge Rumore: si parla di
una recensione di Andrea Girolami su Sparklehorse e Danger Mouse su cui si innesta poi una polemica che trovate su nonsischerzapiù, poi si parla della genialata discografica di Radiohead e infine di un altro episodio in cui una giornalista di Rumore andò a recensire una copia scaricata e fake di un disco di Death Cab For Cutie, venendo scoperta e sputtanata.
Ora, Blatto secondo me fa un tantino il fiscale, ma va bene.
E fa anche un po' la figura del parruccone nel sostenere che il vinile è meglio dell'mp3. Che mi significa? il bello della modernità sta nel poter disporre di un'ampia gamma di supporti e strumenti che CONVIVONO in pace tra di loro (siamo noi a metterli in competizione!), e che soddisfano ciascuno un bisogno di fruizione (il blog per conoscere, il giornale per approfondire, myspace per farsi un'idea, l'mp3 per l'ascolto, il vinile per un ascolto più ricco ecc). Su questo non mi sembra ci sia da scapigliarsi.
Resta invece il coraggio di un giornalista che fa il suo dovere e l'immaturità di un giornalismo musicale un po' ipocrita e puerile. Detto questo, lunga vita al cartaceo, ma solo se di qualità!

rico
ps Rumore resta il giornale di che compro con più piacere (immagina gli altri...hihi)

5 commenti:

  1. bravo blatto, dai.

    tone

    RispondiElimina
  2. Dillo a Brasi che è un detrattore di rumore
    Dzuzè

    RispondiElimina
  3. Di Rumore ho preso una copia poco fa giusto per un allegato, e mi è sembrato che se la stia passando proprio male in questi tempi: mi sembra che il giornale abbia un attimo perso la direzione, è confusionario tanto nei contenuti quanto nella grafica.

    RispondiElimina
  4. Blatto è un grande, ma bisogna ammettere che il Rumore di questi tempi fa schifo, Niente di paragonabile a quello dei primi anni

    RispondiElimina