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giovedì 18 novembre 2010

Dalle "mie" parti: Wild Nothing

Sono l'unico a sentire il Ryuichi Sakamoto di Furyo dappertutto? Tutta questa caterva di band dai suoni 80's mi sembra davvero troppo prevedibile, con le dovute eccezioni ovviamente, anche se ora non me ne viene in mente nessuna.
La domanda che ci facciamo è sempre la stessa: fra 10 anni cosa ricorderemo di tutto questo? Molto poco probabilmente. Certo è che a star dietro a questi discorsi si finisce col perdere il gusto della musica per la musica e, visto che il chissenefrega è sempre il modo migliore di godersi la vita, chissenefrega se i Wild Nothing fanno musica con lo stampino? Hanno belle melodie e suoni che si intonano con una sala piena di belle squinziette e bei fustini hipster slim leg. Per averne conferma potreste fare un salto sabato prossimo al Covo di Bologna.

Tone

giovedì 22 ottobre 2009

The XX - Live at Covo (e scusate la premessa)

E’ inutile negarlo, dietro l’indie di ultima generazione si annida ormai un pregiudizio che non riesco a scrollarmi di dosso. Sarà una conseguenza del declino dei magazine cartacei, ma nell’informazione musicale via web io ci vedo forme di promozione che puntano sul principio secondo cui ciò che è sconosciuto potrebbe comunque nascondere un talento ovvero essere fatto passare per fenomeno di nicchia per pochi eletti ovvero far sentire quei quattro sfigati che ne sono venuti a conoscenza importanti ovvero esplodere mentre quei quattro sfigati sono diventati migliaia ovvero essere usato per far credere a quegli sfigati ora diventati milioni che qualcuno ci aveva visto giusto prima di qualcun altro. Ma alla fine quello che era uno sconosciuto ora lo conoscono tutti e nella massa ci si sente meno importanti. Così nel giro di un mese si va in cerca di qualche altro emerito “nessuno” per rientrare a far parte di un meccanismo che dia un senso sociale alle nostre vite e quei poveretti che da sconosciuti in breve tempo avevano conosciuto la notorietà finiscono per perderla altrettanto velocemente.
Ecco spiegato l’ “effetto Jalisse”, il fenomeno dell’evanescenza.
Però sarebbe ancor più inutile non ammetterlo: gli XX visti dal vivo hanno abbattuto il pregiudizio. Con i loro vent’anni e quel disco dall’atmosfera così glaciale, quei suoni e quella voce che ti sembra di aver già sentito in tante cose anche se in nessuna in particolare, e l’abbigliamento che richiama vagamente la zona 167 del mio paese, nonostante tutto questo, i ragazzotti in questione meritano il download immediato. Basta ascoltare il disco per capire che dal live non c’era certo da aspettarsi grandi slanci esibizionistici ed infatti così è stato. Perciò non mi dilungo in discorsi superflui. Dico solo che il Covo di Bologna era sold out e fuori c’era una fila di fighetti incazzata. Scommetto che hanno già fatto spazio sull’hard disk.

Tone