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giovedì 6 settembre 2012
venerdì 24 agosto 2012
domenica 25 marzo 2012
L'uovo di Pasqua di mamma Odelay
Mamma Odelay sta preparando il suo uovo di Pasqua. La sorpresa ve la sveliamo ora: sabato 7 aprile Giorgio Tuma torna a suonare su un un palco vero, quello del già mitico club salentino Guernica. Un evento straordinario, sì. Per l’occasione Tuma ha messo su tutta un’orchestrina con chitarre, tastiere e fiati. Per la prima volta potrete ascoltare dal vivo i brani del suo ultimo “in the morning we’ll meet” (Elefant Records, 2011). E poi nuovi inediti che saranno la vera sorpresa dell’uovo.
Ma non finisce qui. La serata prosegue con i quattro cugini di campagna che non si capisce perché si facciano chiamare The Metropolitans quando vengono da Copertino (con la o). La domanda che tutti si faranno è: che c’azzecca il folk pop sognante di Giorgio Tuma con il post-punk sguaiato dei Metropolitans? La risposta è: niente, sono amici, volevano suonare insieme.
E non finisce neache qui. Ultimo accostamento improbabile ma di sicuro effetto è il dj set di Michele Mininni, il semiologo sulla console. Michele sorprenderà come al solito tutti con il suo personalissimo trip elettronico tutto frutto della sua fantasia e della personale collezione infinita di cd white label (in quanto masterizzati) ciascuno accompagnato da foglietto di carta e brani evidenziati con gli Stabilo Boss.
Quella sopra è la locandina della nostra piccola Noemi De Feo.
Vi avvisiamo che l’evento è riservato ai soci Arci e che ci sarà una sottoscrizione. Non siate micragnosi, ma soprattutto, non venite a mancare!
Rico
mercoledì 14 marzo 2012
Ipotesi contronaturali: i Real Estate
Gli stiamo puntando gli occhi da un po’ perché li vorremmo contronaturali.
Peccato che questi quattro nerdoli sono in ascesa così rapida che sarà difficile acchiapparli per il nostro festival estivo.
Fanno parte del catalogo Woodsist, l’etichetta che sta
dettando legge da due anni con questa storia del nu-psych e ha già sfornato
Kurt Vile, Ganglians, Freash and Onlys, Oh Sees e Wavves, ecc. ossia tutto
quello che si colloca tra Julian Lynch e i Black Lips.
I Real Estate spiccano
in questo mazzo delle meraviglie grazie a belle melodie e un tocco
gentilissimo. Basta guardarli in faccia per capire quanto inoffensivo possa essere la loro musica. Dreamy-surf-pop. Li trovate su Grooveshark.
Rico
Rico
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venerdì 9 marzo 2012
Matt Elliott in Salento a maggio
Ufficializziamo la data di Matt Elliott per il 19 maggio al
Triade di Copertino. Organizza Odelay con il supporto di Beppe Vivaz. Forse
ancora vi sfugge chi sia questo Elliott, però. Elliott Smith? Mm quello non c’è
più. Un parente della Missy hip hop? None. Non c’entra con l’hip hop e neanche
con il rock, ma nemmeno con il mondo indie, e forse neanche con il mondo in
genere. Matt Elliott è un cantautore inglese che non c’entra niente neanche con
la Gran Bretagna. Infatti è un cantautore, strambo, sì, ma più ascrivibile alla
categoria dei cantautori europei tradizionali.
È uno difficile, scomodo. Racconta di fallimenti, di cose rotte, persone rotte, un fottuto cantore della disperazione, dell’insopportabilità della vita. Sarà indigesto per molti. Lo apprezzerà invece chi già ama Yann Tiersen - che infatti gli ha prodotto l’ultimo disco - ma anche il folk di matrice balcanica e quello iberico. Potrebbe piacere ai fan di Tom Waits. O quelli di Beirut. Infine, forse, anche all’appassionato di cantautori italiani come De Andrè o Capossela. Solo che, a differenza di questi, non ammette concessioni di sorta. Il video qui sotto è un ottimo esempio della sua concezione dell’esistenza: un soffocamento.
È uno difficile, scomodo. Racconta di fallimenti, di cose rotte, persone rotte, un fottuto cantore della disperazione, dell’insopportabilità della vita. Sarà indigesto per molti. Lo apprezzerà invece chi già ama Yann Tiersen - che infatti gli ha prodotto l’ultimo disco - ma anche il folk di matrice balcanica e quello iberico. Potrebbe piacere ai fan di Tom Waits. O quelli di Beirut. Infine, forse, anche all’appassionato di cantautori italiani come De Andrè o Capossela. Solo che, a differenza di questi, non ammette concessioni di sorta. Il video qui sotto è un ottimo esempio della sua concezione dell’esistenza: un soffocamento.
Rico
mercoledì 7 marzo 2012
Tornano i Motorpsycho
Ci vorrà del tempo a macinare un bestione come l’ultimo dei Motorpsycho, The Death Defying Unicorn, opera rock uscita da poco per Stickman, concepita con la Trondheim Jazz Orchestra. Un disco epico, che non si fatica a definire “progressive”, nel senso buono e cattivo del termine. Duro da digerire. Ma per il rispetto e l’affetto che nutriamo verso di loro, lo ascolteremo fino in fondo per capire cosa hanno da dire stavolta. Per ora niente giudizi, dunque, anche se viene facile rimpiangere i momenti più giovanili di Blissard, per dirne uno. C’è da dire che dopo 20 anni loro ci sono ancora, sempre in evoluzione, mai banali, mai riposando sugli allori della loro onorata carriera.
E noi non vi nascondiamo che, per l’amore e la stima che abbiamo verso di loro, li candidiamo tra i papabili del festival Contronatura. Candidati, abbiamo detto. Mica vi sveliamo la line up così! Si accettano commenti giù.
Rico
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venerdì 2 marzo 2012
Contronatura a Melpignano
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| Piazza San Giorgio |
Dopo aver avuto il suo nome di battesimo, Contronatura ha anche la sua location: è la magica Melpignano, comune musicalmente virtuoso non tanto per la la Notte della Taranta, che poco ce ne cale, ma più che altro per gli avanguardistici concerti rock degli anni Ottanta, quando furono gli amministratori stessi ad ospitare gente lercissima come i CCCP, in tempi davvero non sospetti per il Salento. Ma soprattutto, siamo entusiasti di avere a che fare con un comune pieno di persone civili. Siamo fieri di questa collaborazione!
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mercoledì 29 febbraio 2012
Contronatura. Il festival di Odelay
L’associazione Odelay è lieta di annunciare - anche su questo blog – che quest’estate organizza un festival con i contro-cazzi. È uno dei progetti vincitori di Principi Attivi, quindi il suo valore è noto (25mila).
Non sono noti ancora gli artisti della line up, ma si sa che saranno solo nomi di qualità, alcuni internazionali altri italiani.
Non è nota ancora la location, ma lo sarà presto.
Quello che è noto è che la grafica ce la fanno certi tizi di Lucca mooolto di stile: Bomboland, vedi il loro portfolio.
È noto infine il nome del festival: Contronatura. Come questo bellissimo pezzo degli Stereolab che sempre ci hanno ispirato e sempre ci ispireranno.
Seguiteci qui e su facebook cercando "Odelay". Presto altre appetitose novità!
Rico
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mercoledì 29 giugno 2011
Giorgio Tuma e Woodpecker Wooliams a casa di Brasi e Tone
Brasi
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martedì 14 giugno 2011
Apre il nuovo Sudestudio. Megafestival con Stereo Total

Il Sudestudio è nu pezz’e core del Salento rock. Fu fondato a metà anni Novanta in una specie di casa coloniale da una muta di skaters randagi della Campi Salentina epoca SCU per registrare un po' di punk rock fai-da-te. Da lì in poi tutto il meglio del rock locale, tra hc, metal, poi indie e pop è stato cotto e dorato al Sudestudio, che ora è diventato un serissimo studio di registrazione, enorme, proprio accanto alla vecchia Casa Rossa.
L’8 luglio, per l'inaugurazione ufficiale, Stefano "Mr. Sudestudio" Manca ci regala un indie festival gratis con gli Stereo Total, band berlinese amata anche qui da noi in Salento, che in tanti hanno provato a portare giù, ma che al massimo s’è fermata a Bari.
Ritorno graditissimo per i guaglioni napoletani Fitness Forever e Gentlemen’s Agreement e per gli strei della famiglia Sudest: Thousands Millions, Girl with the Gun, Il Genio. Ricca anche la console con Play girl From Caracas, Tobia Lamare, Populous.
Venite e bevete!
SUDESTUDIO opening party from Stefano Tramacere | 18GRADIaEst on Vimeo.
domenica 5 giugno 2011
Odeleiani reduci dal Primavera Sound / parte 3
Ed è vero c’erano un sacco di hipster, ma erano pure 140mila. Voglio dire, erano tanti, ma tutti uguali. Tutti coi capelli lisci, vestiti con qualche tipo di risvolto e giramondo con un inglese perfetto. Ma immaginate la frustrazione di uno che si sente fico e si ritrova con altri 139.999 proprio come lui. Allora io ero felice perché mi sentivo brutto, sporco e cattivo. E coi capelli ricci. Diverso insomma (per dirla alla Vendola). Come diverso era quel tipo che prima del concerto dei Battles in ginocchio proprio dietro di noi ha tirato fuori il coso con nonchalance pisciando dentro un bicchiere di birra (dopo poco è scoppiata una rissa, magari le cose erano correlate…). O quello che per ore ha invocato un panino come un cane affamato fino a ritrovarselo nello zaino quand’era già in aeroporto (Rico).
Comunque più di tutto ero felice perché c’era la musica, tanta musica. Talmente tanta che ho vaghi ricordi, ma sono certo che Fleet Foxes, James Blake, Deerhunter e Twin Shadow mi sono piaciuti più del resto. E ancora Seefeel, Kurt Vile, Big Boi, Swans, Yuck e Cloud Nothings.
Ed ero triste perché mi aspettavo più gadget, chessò, flaconcini d’acqua da 10 cl, penne, salviettine o bhò. Invece ci hanno riempiti di caramelle alla menta che non sono servite a niente, visto che, come ha già detto Brasi, siamo stati muti. Ma a buon intenditor...
Tone
p.s. Appena tornato ho visto Toro Y Moi all’Hana-Bi di Marina di Ravenna. Fa parte comunque del mio Primavera Sound e lo pongo fra le cose viste più belle.
venerdì 3 giugno 2011
Odeliani reduci dal Primavera Sound Festival

Difficile riprendere a parlare di musica, suonare, andare ai concerti, organizzarne dopo essere stati al Primavera Sound. E’ una cosa così grande che da una parte ti ricordi di essere la merdina che sei, dall’altra però ti bombarda tanto di stimoli che alla fine ti si riattivano le sinapsi. Perciò non ve la prendete se qui o su feisbook scioriniamo le nostre esperienze di decine di live visti nell’arco di tre giorni.
L’altro giorno hanno pubblicato i numeri: 140mila presenze circa (tutta gente che ha sborsato dal bigliettone verde al giallo, mica la Notte della Taranta che è gratis!); circa 270 live divisi su sette palconi enormi, oltre ad altri ministage e all’Auditorium. Tra un palco e l’altro 400-500 m di distanza e se considerate che uno si spara almeno 10 spostamenti al giorno 5 km di spola sono inevitabili. Un massacro. Se poi consideri che il fruitore medio del Primavera Sound è un famelico divoratore di indie – nonché hipster bello/a stilossissimo/a dalle gambe magre, asociale –, gli spostamenti diventano 30 al giorno e i km percorsi 15. Una specie di tortura. D’altra parte è facile che scatti la sindrome da figurine Panini, a chi ne ha di più e con maggior punteggio.

Per esempio un Belle and Sebastian vale tanto, come Mogway, come anche Flaming Lips (in foto), non fosse che per lo spettacolo di bolle e palloncini con tanto di Wayne Coyne che cammina sul pubblico chiuso in una bolla gigante di plastica.
Noi di Odelay assegniamo il maggior punteggio al live dei Fleet Foxes (sublime) e qualcuno di noi dà il massimo a Sufjan Stevens, a cui il PS ha riservato l’Auditorium con prenotazione, vista l’eccezionalità dell’ospite. Altre rivelazioni eccellenti sono state James Blake (trooppo futuristico), i Battles (futuristici pure loro), i vecchi Swans in ottima forma, Big Boi e la lista è ancora lunga. Molto lunga. E infatti mi sono rotto e spero che prendano la palla gli altri due schifosi di questo blog per raccontarvi il loro Primavera Sound, questo festival che racchiude tutta la best new music degli ultimi anni e si candida di diritto a miglior festival indie d’Europa… forse del mondo. A presto.
Rico
lunedì 23 maggio 2011
Primavera Sound. Il festival di musica indie più importante del mondo. Vi faremo sapere

Non tutti, nel mondo, hanno la possibilità di vivere appieno la musica “dal vivo”. Ad esempio quelli del sud Italia sono sicuramente molto sfigati da questo punto di vista. C’è però la possibilità di godersi il meglio (il meglio secondo noi) della musica più à la page tutto in una volta, con una grande, nauseabonda, scorpacciata di live. La soluzione si chiama Primavera Sound. Prenoti l’aereo per Barcellona e l’abbonamento del festival per tempo e con una cifra decente ti fai un up-to-grade completo, così puoi anche vantarti con gli amici di essere al passo pur vivendo nel buco di culo del Tacco d’Italia.
Puoi stare certo infatti di trovarci almeno 9 su 10 dei nomi più “indie” e più “intelligent” degli ultimi due o tre anni, e anche qualche vecchio dinosauro del passato. Tipo, tutte le cose internazionali che vi suggeriamo su questo blog fetente le potete vedere al Primavera Sound.
È inutile stare a fare troppi nomi, innanzitutto perché li trovate tutti qui e poi perché sono circa centocinquanta e tutti pezzi grossi. Il più fesso di questi fa sold out da qualche parte. Citiamo qui solo alcuni quelli che fanno sold out OVUNQUE: Belle and Sebastian, Animal Collective, Fleet Foxes, Flaming Lips, Sufjan Stevens, Ariel Pink, Deerhunter, James Blake, PJ Harvey. Pulp. Paura no? La rappresentanza italiana è affidata solo a A Classic Education. Uno su 150, poteva andare peggio.
Odelay dunque vi saluta per qualche giorno perché andiamo a vedere che roba è, col timore di non voler tornare più a casa, o al contrario di tornarci nauseati da tanta indietudine.
Rico
venerdì 20 maggio 2011
Odelay presenta: I giorni Infausti al Baghdad Cafè. Oggi Il Venerdì Infausto

Comincia oggi una serie di Giorni Infausti. L’associazione Odelay, che, ne approfittiamo per ricordarlo, è un’associazione culturale nata per organizzare concerti e finita per sparlare di tutti sul questo blog fetente, ha da sempre il suo quartier generale nel paesino più allegro del centro-Salento, Aradeo, oggi noto al mondo come la Betlemme di Emma Marrone. Uhhyeaahh!!!
Giusto per rimetterci un po’ in moto in vista dell’estate, vi infiliamo 4 serate nel bar che ci piace di più, il Baghdad Cafè, un posto esplosivo, come suggerisce il nome.
Si comincia oggi con il Venerdì Infausto, con il set di Mr. Benny, selecter filo giamaicano de Roma reduce dal set di ieri al concerto dei Selecters di Lecce.
Nelle serate successive, come potete vedere dalla locandina splatter del comparuzzo Bifolco Posto di Blocco, tanta vintage music con i diggei del Cleopatra Sound, indie nuova e nuovissima con i diggei di Radio Flo e il solito minestrone di party music con i dj di Odelay.
Accanto alla console una Odelay-distro per fare shopping di musica DOP locale e sostenere così alcune band e artisti salentini che ci piacciono.
Venite rilassati se no Fausto si incazza.
Odelays
domenica 15 maggio 2011
Unknown Mortal Orchestra: ci piace
L'album omonimo sta per arrivare, intanto l'ep ve lo potete ciucciare qui
Tone
Unknown Mortal Orchestra "How Can U Luv Me" by WeGetPress
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venerdì 22 aprile 2011
Primavera fa Giorgio Tuma
Noi siamo di parte, si sa. E magari non mi crederete se vi dico che dopo i Jennifer Gentle questa è la roba musicale italiana più fica di cui potreste parlare ai vostri amici stranieri senza vergognarvi. E non solo per le collaborazioni importanti (Susanna di “Susanna & The Magical Orchestra”, Lori Cullen e Michael Andrews, sì proprio quello della colonna sonora di Donnie Darko), per l’etichetta di pubblicazione (l’ormai mitica Elefant di Madrid) o per l’artwork sognante di Michele Galluzzo. Ma per la sua bellezza oggettiva, perché pure se non vi prende il cuore nessuno può affermare che il disco non spacca. A questo proposito sono curioso di vedere cosa ne scriveranno le nostre care riviste musicali.
Poi siccome non ci accontentiamo mai, stiamo già aspettando l’ep che uscirà più in là dove pare ci sarà un super pezzo cantato dalla cantante dei Komeda, Lena Karlsson. A buon intenditor…
Video! Video!
Tone
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martedì 19 aprile 2011
Brasi la blecche! Busta Rhymes all' 11/8
Certo l'occasione resta comunque ghiotta, quella di andarlo a vedere suonare al Livello 11/8, che ha messo in fila un eventone dietro l'altro, facendo seguire questo concerto a quello di Afrika Bambataa; ma i più maligni di noi hanno comunque pensato che se uno così si avventura nel lontano finisterrae salentino potrebbe anche essere perchè negli States non lo vogliono più. A
Kappaò
venerdì 1 aprile 2011
Bilancio consuntivo del primo trimestre del 2011 in musica
Mi faccio contabile a fronte di un fenomeno alquanto deplo
revole: la mancata uscita di dischi di un certo valore da qualche mese a questa parte. Per non parlare della non riuscita dei nuovi lp di band attesissime come Radiohead, Strokes, e forse pure Fleet Foxes (che sto ascoltando in questo momento). Con un'operazione del tutto anomala, a questo punto dell'anno, mettiamo a confronto la musica del 2011 con quella del 2010 e otteniamo, anche in proporzione, una vittoria schiacciante da parte degli album usciti l'anno scorso. Quale sarà il contraccolpo psicologico per l'indierocker tipo? Si sarà reso conto di quest'annus (o trimestre) horribilis o avrà confuso le carte dicendo che però questo è l'anno di James Blake (in realtà il genietto inglese aveva già tirato fuori cose notevoli prima di Natale) e di Toro y Moi (per carità, non ditelo ad Ariel Pink che gli va a pisciare sulle scarpe da tennis - e io con lui). Non ci resta che incrociare le dita e sperare bene per la restante parte del 2011, oppure:
revole: la mancata uscita di dischi di un certo valore da qualche mese a questa parte. Per non parlare della non riuscita dei nuovi lp di band attesissime come Radiohead, Strokes, e forse pure Fleet Foxes (che sto ascoltando in questo momento). Con un'operazione del tutto anomala, a questo punto dell'anno, mettiamo a confronto la musica del 2011 con quella del 2010 e otteniamo, anche in proporzione, una vittoria schiacciante da parte degli album usciti l'anno scorso. Quale sarà il contraccolpo psicologico per l'indierocker tipo? Si sarà reso conto di quest'annus (o trimestre) horribilis o avrà confuso le carte dicendo che però questo è l'anno di James Blake (in realtà il genietto inglese aveva già tirato fuori cose notevoli prima di Natale) e di Toro y Moi (per carità, non ditelo ad Ariel Pink che gli va a pisciare sulle scarpe da tennis - e io con lui). Non ci resta che incrociare le dita e sperare bene per la restante parte del 2011, oppure:1) provare a guardare oltre il proprio naso, alla roba che viene dall'Africa o dal Sud America (non male per esempio questo Chancha Via Circuito);
2) vestirsi bene e andare nei club, che l'età per fare i vitelloni giovanilisti e goderecci finalmente ce l'abbiamo (io ci sono pure andato a vedere i Bloody Beetroots, a costo di prenderle dai miei alunni e dai loro amici); e comunque se andare a ballare può essere da pischelli, far muovere il culo è da gente con esperienza, vedi tipi come Isolèe;
3) banalmente, ascoltare i grandi del passato e riscoprire quelli rimasti in ombra (Willie Wright);
4) continuare ad ascoltare roba recente e dimenticarci della scansione dell'anno in 12 mesi (ma chi è che ha detto che l'ultimo di Sufjan non è bello? Pazzo!).
Brasi
lunedì 28 marzo 2011
Piccolo obolo per Japan Echo

I modi per dare una mano agli amici Giapponesi sono sicuramente molti, ma ce n'è uno che fa proprio al nostro caso, semplice e bello.
I Morning Benders hanno realizzato questo ep, Japan Echo, con i featuring di Star Slinger, Twin Sister, Wild Nothing. Lo potete acquistare con una donazione che va direttamente alla Società Giapponese che sta a New York. Basta andare sul sito dei Morning Benders, www.themorningbenders.com e seguire le istruzioni.
C'è anche una dichiarazione di Chris Chu della band, nato proprio in Giappone - che abbiamo conosciuto di persona a Bari la scorsa estate!
Quest'anno l'obolo per la festa patronale datelo qui!
giovedì 24 marzo 2011
Tornano i Gentlemen's Agreement. In streaming su Rockit

Ve li ricordate questi scugnizzi Napoletani? Odelay li portò da queste parti, al Cotriero di Gallipoli, nell’agosto 2009. Un concerto caldissimo, che finì quasi nelle mazzate tra il fonico (innocente) e i Gentlemen’s che dimostrarono in quell’occasione di aver scelto quel nome a casaccio. Non ci fu neanche l’agreement finale. Ma non importava, dopo cotanto spettacolo di cotanti musicisti (eccellenti) le mazzate erano solo una coloritura.
Ora quegli scugnizzi capitanati dal enfant terrible Raffaele Giglio tornano a far parlare di loro con un disco più ambizioso del precedente, pieno di America rurale e Brasile. Carcarà ve lo potete ciucciare in questi giorni in streaming su Rockit.
Noi intanto vi riproponiamo un video “à la Blogotheque” che girammo lì al Cotriero e speriamo di riportarli in Salento quest’estate.
Rico
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