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giovedì 6 settembre 2012
mercoledì 7 marzo 2012
Tornano i Motorpsycho
Ci vorrà del tempo a macinare un bestione come l’ultimo dei Motorpsycho, The Death Defying Unicorn, opera rock uscita da poco per Stickman, concepita con la Trondheim Jazz Orchestra. Un disco epico, che non si fatica a definire “progressive”, nel senso buono e cattivo del termine. Duro da digerire. Ma per il rispetto e l’affetto che nutriamo verso di loro, lo ascolteremo fino in fondo per capire cosa hanno da dire stavolta. Per ora niente giudizi, dunque, anche se viene facile rimpiangere i momenti più giovanili di Blissard, per dirne uno. C’è da dire che dopo 20 anni loro ci sono ancora, sempre in evoluzione, mai banali, mai riposando sugli allori della loro onorata carriera.
E noi non vi nascondiamo che, per l’amore e la stima che abbiamo verso di loro, li candidiamo tra i papabili del festival Contronatura. Candidati, abbiamo detto. Mica vi sveliamo la line up così! Si accettano commenti giù.
Rico
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venerdì 2 marzo 2012
Contronatura a Melpignano
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| Piazza San Giorgio |
Dopo aver avuto il suo nome di battesimo, Contronatura ha anche la sua location: è la magica Melpignano, comune musicalmente virtuoso non tanto per la la Notte della Taranta, che poco ce ne cale, ma più che altro per gli avanguardistici concerti rock degli anni Ottanta, quando furono gli amministratori stessi ad ospitare gente lercissima come i CCCP, in tempi davvero non sospetti per il Salento. Ma soprattutto, siamo entusiasti di avere a che fare con un comune pieno di persone civili. Siamo fieri di questa collaborazione!
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mercoledì 29 febbraio 2012
Contronatura. Il festival di Odelay
L’associazione Odelay è lieta di annunciare - anche su questo blog – che quest’estate organizza un festival con i contro-cazzi. È uno dei progetti vincitori di Principi Attivi, quindi il suo valore è noto (25mila).
Non sono noti ancora gli artisti della line up, ma si sa che saranno solo nomi di qualità, alcuni internazionali altri italiani.
Non è nota ancora la location, ma lo sarà presto.
Quello che è noto è che la grafica ce la fanno certi tizi di Lucca mooolto di stile: Bomboland, vedi il loro portfolio.
È noto infine il nome del festival: Contronatura. Come questo bellissimo pezzo degli Stereolab che sempre ci hanno ispirato e sempre ci ispireranno.
Seguiteci qui e su facebook cercando "Odelay". Presto altre appetitose novità!
Rico
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venerdì 3 giugno 2011
Odeliani reduci dal Primavera Sound Festival

Difficile riprendere a parlare di musica, suonare, andare ai concerti, organizzarne dopo essere stati al Primavera Sound. E’ una cosa così grande che da una parte ti ricordi di essere la merdina che sei, dall’altra però ti bombarda tanto di stimoli che alla fine ti si riattivano le sinapsi. Perciò non ve la prendete se qui o su feisbook scioriniamo le nostre esperienze di decine di live visti nell’arco di tre giorni.
L’altro giorno hanno pubblicato i numeri: 140mila presenze circa (tutta gente che ha sborsato dal bigliettone verde al giallo, mica la Notte della Taranta che è gratis!); circa 270 live divisi su sette palconi enormi, oltre ad altri ministage e all’Auditorium. Tra un palco e l’altro 400-500 m di distanza e se considerate che uno si spara almeno 10 spostamenti al giorno 5 km di spola sono inevitabili. Un massacro. Se poi consideri che il fruitore medio del Primavera Sound è un famelico divoratore di indie – nonché hipster bello/a stilossissimo/a dalle gambe magre, asociale –, gli spostamenti diventano 30 al giorno e i km percorsi 15. Una specie di tortura. D’altra parte è facile che scatti la sindrome da figurine Panini, a chi ne ha di più e con maggior punteggio.

Per esempio un Belle and Sebastian vale tanto, come Mogway, come anche Flaming Lips (in foto), non fosse che per lo spettacolo di bolle e palloncini con tanto di Wayne Coyne che cammina sul pubblico chiuso in una bolla gigante di plastica.
Noi di Odelay assegniamo il maggior punteggio al live dei Fleet Foxes (sublime) e qualcuno di noi dà il massimo a Sufjan Stevens, a cui il PS ha riservato l’Auditorium con prenotazione, vista l’eccezionalità dell’ospite. Altre rivelazioni eccellenti sono state James Blake (trooppo futuristico), i Battles (futuristici pure loro), i vecchi Swans in ottima forma, Big Boi e la lista è ancora lunga. Molto lunga. E infatti mi sono rotto e spero che prendano la palla gli altri due schifosi di questo blog per raccontarvi il loro Primavera Sound, questo festival che racchiude tutta la best new music degli ultimi anni e si candida di diritto a miglior festival indie d’Europa… forse del mondo. A presto.
Rico
lunedì 23 maggio 2011
Primavera Sound. Il festival di musica indie più importante del mondo. Vi faremo sapere

Non tutti, nel mondo, hanno la possibilità di vivere appieno la musica “dal vivo”. Ad esempio quelli del sud Italia sono sicuramente molto sfigati da questo punto di vista. C’è però la possibilità di godersi il meglio (il meglio secondo noi) della musica più à la page tutto in una volta, con una grande, nauseabonda, scorpacciata di live. La soluzione si chiama Primavera Sound. Prenoti l’aereo per Barcellona e l’abbonamento del festival per tempo e con una cifra decente ti fai un up-to-grade completo, così puoi anche vantarti con gli amici di essere al passo pur vivendo nel buco di culo del Tacco d’Italia.
Puoi stare certo infatti di trovarci almeno 9 su 10 dei nomi più “indie” e più “intelligent” degli ultimi due o tre anni, e anche qualche vecchio dinosauro del passato. Tipo, tutte le cose internazionali che vi suggeriamo su questo blog fetente le potete vedere al Primavera Sound.
È inutile stare a fare troppi nomi, innanzitutto perché li trovate tutti qui e poi perché sono circa centocinquanta e tutti pezzi grossi. Il più fesso di questi fa sold out da qualche parte. Citiamo qui solo alcuni quelli che fanno sold out OVUNQUE: Belle and Sebastian, Animal Collective, Fleet Foxes, Flaming Lips, Sufjan Stevens, Ariel Pink, Deerhunter, James Blake, PJ Harvey. Pulp. Paura no? La rappresentanza italiana è affidata solo a A Classic Education. Uno su 150, poteva andare peggio.
Odelay dunque vi saluta per qualche giorno perché andiamo a vedere che roba è, col timore di non voler tornare più a casa, o al contrario di tornarci nauseati da tanta indietudine.
Rico
lunedì 12 luglio 2010
Sound Res sounds good. Fino a prova contraria
Tra tutti gli eventi della zona Sound Res è uno tra i pochi a tenersi alla larga da logiche qualunquiste e quello che più si cimenta con cose intellettuali. Per esempio ha portato nomi ostici eppure storici come Terry Riley e Philip Glass che non sono esattamente dei teen idol, ma compaiono in tutti i manuali di sociologia del rock. Oppure i National, una band indie statunitense di prestigio, chiamata in Puglia in tempi non sospetti. Il loro cerchiobottismo – grazie Tonino di Pietro per aver coniato questa parola così utile! – consiste nel far collaborare questi grandi nomi con dei soggetti e soggettoni locali. È bello immaginare che un giorno non avremo più bisogno di cerchiobottismo, ma va bene.Per l’edizione 2010 il festival in pratica consiste in un workshop di due giorni e nel concerto finale di Patrick Watson e i suoi Wooden Arms. Chi è Patrick Watson?? Prima di andare sulla pagina wiki fate finta che Anthony sia etero e che sia così appassionato di Nick Drake da assorbirne una parte del timbro, oppure se vi è più facile pensate a Jeff Buckley ma ne avrete un’idea più vaga. Una grande voce folk con un’anima dietro. Dicono che il ragazzo sperimenti con la psichedelia, con John Cage, il minimalismo, le colonne sonore, che usi utensili, padelle, biciclette. Visto e considerato quanto detto cinque post fa (righe 11-15) siamo portati a diffidare. Ma santo youtube ci convince che è tutto vero: l’artista è giovane, bravo e bello. Dunque dove sarà stavolta il tranello? Forse a un passo dall'uscio? Martedì 13 ce lo vediamo in P.zza Falconieri a Monteroni.
rico
domenica 13 giugno 2010
Ne sciamu a ballare al Traffic di Torino. Che è gratis!
Se vi sbrigate a trovare dei voli low cost per Torino vi fate un super festivalone di lusso a costo zero. Il Traffic è infatti il free festival più bello d’Italia. Si vede che ha dietro della gente che ragiona e che non prende a casaccio quello che passa il convento. Il programma è infatti strutturato in giornate a tema, e più precisamente, dopo l’apertura mercoledì 14 luglio con Charlotte Gainsbourg in Piazza Castello abbiamo: un giovedì 15 completamente mod con Paul Weller e gli immensi Specials (cazzo, andare andare!!) e anche, per un po’ di cerchiobottismo, i torinesissimi padrini dello ska italiano, gli Statuto; venerdì 16 serata tra indie e dance con Klaxons, Tiga, Erol Alkan e tale Giorgio Gigli; infine conclusione negroide sabato 17 con Sean Cuti (il figlio di Fela) e il mitico Afrika Bambaataa, padre dell’hip hop. Ragazzi, ribadisco, GRATIS. More touch!rico
venerdì 16 aprile 2010
Primavera Sound. A Barcellona sanno.
Per festival della taglia del Primavera Sound bisognerebbe trovare un’altra denominazione, tipo gigafestival, o terafestival… se no finisce che li confondiamo con le cosette che si organizzano da queste parti.
Chi è interessato alla materia indie, qui, cioè a Barcellona, può tastare il polso della situazione a livello globale e fare un aggiornamento personale vedendo e conoscendo in carne e ossa tutte le tonnellate di download di un anno intero. Si può fare anche molto “networking”, in ogni senso eheh. Insomma una specie di paradiso artificiale della musica dove far
e un’immersione totale e staccare la spina del resto delle cose terrene. Unica controindicazione, il tasso di snobismo potrebbe essere da livelli d’allerta, ma questo probabilmente sarà un problema solo per gli italiani che incontrano altri italiani.
Chi è interessato alla materia indie, qui, cioè a Barcellona, può tastare il polso della situazione a livello globale e fare un aggiornamento personale vedendo e conoscendo in carne e ossa tutte le tonnellate di download di un anno intero. Si può fare anche molto “networking”, in ogni senso eheh. Insomma una specie di paradiso artificiale della musica dove far
e un’immersione totale e staccare la spina del resto delle cose terrene. Unica controindicazione, il tasso di snobismo potrebbe essere da livelli d’allerta, ma questo probabilmente sarà un problema solo per gli italiani che incontrano altri italiani.E comunque un dato è certo, al Primavera Sound c’è il meglio della produzione indie che possiate vedere tutta in una botta in Europa. No trash, no nazional popolare, no commerciale. Il cartellone, immenso, è tutto scelto da gente che capisce e che allo stesso tempo detta le leggi, che volenti o nolenti, tutti noi qui seguiamo.
Non vi faccio i nomi degli ospiti perché dovete impressionarvi da voi andando qui. Tanta roba che usciti da lì rischi di vomitare al primo stereo acceso che trovi. Tanta roba sofisticata che ascoltare Vasco potrebbe per una volta dare un effetto rassicurante. Vabbè dai è un'iperbole.
Il biglietto dell’intero festival è stato in promozione fino a ieri a partire dalle 100 euro circa a scatola chiusa dall’estate scorsa fino alle 180 attuali. Tranquilli, pare che non lieviti oltre.
Sarebbe da farci un volo.
rico
Non vi faccio i nomi degli ospiti perché dovete impressionarvi da voi andando qui. Tanta roba che usciti da lì rischi di vomitare al primo stereo acceso che trovi. Tanta roba sofisticata che ascoltare Vasco potrebbe per una volta dare un effetto rassicurante. Vabbè dai è un'iperbole.
Il biglietto dell’intero festival è stato in promozione fino a ieri a partire dalle 100 euro circa a scatola chiusa dall’estate scorsa fino alle 180 attuali. Tranquilli, pare che non lieviti oltre.
Sarebbe da farci un volo.
rico
martedì 13 aprile 2010
Festival Beat 2010: here are the Sonics!
Iniziamo con le segnalazioni per i festival estivi. Mi giunge una notizia che metterà in fibrillazione i garage rockers: il Festival Beat di Salsomaggiore quest’anno ospita i Sonics. Chi sono i Sonics? Comenonliconoscete?? Sono la leggenda più leggendaria del garage sixties americano, quelli che portarono il rock and roll di Chuck Berry a un nuovo livello di punkitudine. Dice Luca Frazzi a proposito: «Perché un concerto dei Sonics oggi? Per aprire gli occhi a chi pensa che il rock sia ormai un genere musicale come tanti, rassicurante e “istituzionale”». Ma c’è anche un’altra leggenda del garage, i Gravedigger V di Leighton Koizumi (che abbiamo visto a Novoli coi Morloks lo scorso anno). Eppoi un sacco di altra roba rock and roll, rockabilly, psychobilly, garage soul e beat a cominciare dai soliti Mojomatici per continuare con quelli che vedete nel cartellone qui esposto. Dall’1 al 4 luglio. Non male no?rico
mercoledì 10 febbraio 2010
Roma Pop Fest
Più volte abbiamo detto di queste ragazze molto sveglie, le Frigo Girls. Ora, sempre giovani enfant prodige quali sono, hanno tirato su un festivalone con un nome importante “Roma Pop Fest”, con un po’ di tutta quella roba smiley pop che piace a loro e anche a noi: twee e shoegaze (generi di cui sono portabandiera in Italia), sixties e quant’altro. Il festival si fa al Mads, locale di San Lorenzo a Roma, 4-5-6 marzo.Ce lo facciamo spiegare da Nur, mente e motore di questo frigorifero colmo di dolcetti, creme e mousse.
Ciao Nur, una breve descrizione del Roma Pop Fest.
Ci piace il pop, esiste una popfest in ogni capitale europea e americana, perché non crearne una anche a roma? Così ci siamo messe di buona lena a chiamare tutti i gruppi che ci piacevano. Alcuni ci hanno detto di no, altri di si. Ecco fatto.
Senza elencarci tutto il cartellone, dacci solo qualche dritta, qualcosa a cui tieni particolarmente. Qualche nuova scoperta italiana?Ciao Nur, una breve descrizione del Roma Pop Fest.
Ci piace il pop, esiste una popfest in ogni capitale europea e americana, perché non crearne una anche a roma? Così ci siamo messe di buona lena a chiamare tutti i gruppi che ci piacevano. Alcuni ci hanno detto di no, altri di si. Ecco fatto.
Tengo particolarmente agli A Classic Education. In Italia hanno suonato pochissimo e invece il loro live è da lacrime di gioia. Poi i Carpacho, che zitti zitti scrivono delle canzoni pop bellissime, poi ancora i Diverting Duo, da Cagliari: loro sì che sono una rivelazione del sottobosco italiano! Ma anche tutti gli altri in cartellone li adoriamo, nessuno è stato scelto a caso. Tutta carne di prima qualità!
Perché gente del Salento dovrebbe schiodarsi da casa di mamma e papà e prendere la carrozza, o una Feccia del Sud di Trenitalia, o un volo Ryan meglio, per venire al Roma Pop Fest? Dacci qualche buon motivo. E dallo anche agli altri italians.
Perché è un festival bellissimo e unico nel suo genere in Italia. Perché Roma è meravigliosa e farsi un weekend marzolino è una cosa fantastica e romantica, perché tutti i pugliesi hanno un amico a roma che li ospiti, perché noi muoviamo un sacco di volte il culo per venire a sentire musica in Salento, ora lo sforzo fatelo un po' pure voi!
Spiegaci un’altra cosa: avrete preso dei soldi per tutto l’ambaradan… Come diavolo fate, così giovani?? Noi ciucci almost thirties come siamo, non ci cacano di striscio… Complimenti comunque!
I soldi per tutto l'ambaradan li abbiamo presi dalle nostre tasche. Se il festival va male ci rivediamo sul lungo Tevere con tre cartoni al posto di un tetto! ahah!
Mortacci, siete davvero prodige allora!
In bocca al lupo a queste ragazze!
rico
martedì 8 settembre 2009
Se la malinconoia di settembre è giusta e salutare, è giusto però alleggerirla con qualche rinfresco. Il Soundlabs festival, a Roseto degli Abruzzi, è una delle poche cose che si assumono questo ruolo di traghettatori verso la stagione triste delle cose che cadono (capelli, foglie castagne). Giunto ormai alla tredicesima edizione, quest'anno è realmente settembrino vista la presenza di soggetti amabili come Wave Pictures, Josè Gonzales, Glasvegas e altri ancora meno amabili se non proprio odiosi (Dente). Visionare il loro sito www.soundlabs.it rico
giovedì 13 agosto 2009
Lunedì 17 agosto "Hey Hey Odelay!"

"Arriva Odelay!" e ora arriva anche il suo (mini)festival, momento topico di questa piccola rassegna. Cambia il nome ma non la sostanza - nè, purtroppo, il budget :(. Se un tempo infatti ci avete conosciuti per il "Give me indie!!!" sappiate che "Hey Hey Odelay!" ne è l'erede diretto. Come già in passato, facciamo un distillato dei nostri ascolti e e diamo una piccola ribalta a nomi nuovi che meritano che meritano. Made in Italy, certo, ma che importa.
Brain Olotester > Girl With the Gun > Gentlemen's Agreement
E'o no una scaletta di gran classe? Quest'anno abbiamo pure la vidimazione per qualità da parte del giornalista-blogger Enzo "Polaroid" (Radio Città del Capo, Polaroidblog, Rolling Stone), che ci infila le sue selezioni tra un artista e l'altro e chiude la serata in coppia con l'amico Federico "La Belle Epop". Qui sotto invece vi attacco il pezzo un po' in ufficiostampese che troverete in giro qua e là per siti e blog.
E'o no una scaletta di gran classe? Quest'anno abbiamo pure la vidimazione per qualità da parte del giornalista-blogger Enzo "Polaroid" (Radio Città del Capo, Polaroidblog, Rolling Stone), che ci infila le sue selezioni tra un artista e l'altro e chiude la serata in coppia con l'amico Federico "La Belle Epop". Qui sotto invece vi attacco il pezzo un po' in ufficiostampese che troverete in giro qua e là per siti e blog.
Un mini-festival folk-pop con tre nomi nuovi dell’indie “made in Italy”, tutti al loro esordio discografico, tutti legati in qualche modo visionario al folk. Apre uno dei nuovi talenti della nostra zona, Brain Olotester, un altro dei genietti che ogni tanto sbucano da queste parti. Giuseppe Calignano non fa musica convenzionale, ma state sicuri che riuscirà ad incantare ugualmente con l’eleganza delle sue sperimentazioni e con la varietà e l’originalità degli arrangiamenti. Dopo di lui una recente formazione di due assi della scena locale: Populous e Matilde de Rubertis sono insieme Girl With the Gun. Se il primo è un giovane producer di elettronica “da camera” e già enfant prodige conosciuto nel mondo, lei è una cantante strepitosa con delle belle esperienze alle spalle (Studiodavoli e numerose collaborazioni con i produttori di easy listening italiano). La loro creatura è una sorta di pop folk, che rimesta arrangiamenti tipici di un folk psichedelico del passato (certi Pink Floyd, Nick Drake, Tim Buckley) con iniezioni di elettronica contemporanea. Glitch e riverberazioni stranianti rispetto a quel suono vintage. Per il live accompagna anche Moreno di Thousands Millions. La botta grossa della serata la fanno però i napoletani Gentlemen’s Agreement. Quattro napoletani che sembrano usciti dalle campagne del far west mentre sono appena fuori le periferie di Napoli, sono un capolavoro da vedere e da sentire. Folk, vaudeville, burlesque, country ai confini con il rock and roll: una delizia. Una delle migliori cose italiane di oggi e di sempre!
A lunedì allora! E se avete intenzione di disertare, sappiate che non c'è un emerito in giro!
Rico
A lunedì allora! E se avete intenzione di disertare, sappiate che non c'è un emerito in giro!
Rico
venerdì 31 luglio 2009
Go, Down!
Tempo fa parlavamo dei Muffx come la voce dello stoner della zona. Ora SBAM, il circolo di villani che ruota attorno alla band, si incarica di imbastire il primo evento tutto dedicato a questo genere. Impresa coraggiosa certo, visto lo scarso seguito locale. Ma noi confidiamo nella vis organizzativa di questi sbambini cattivi.Il festival (domenica 2) è centrato tutto sulla Go Down, etichetta dei Muffx e sappiamo bene una delle migliori indie in Italia: massiccia, belle band, buon lavoro di promozione e produzione.
Questo il cartellone, con OJM (e ovviamente Muffx) a fare da traino alla baracca, anche perché hanno già familiarizzato col posto non molto tempo fa all’Istanbul Cafè, un bel trio di pestoni in gamba. I Poison Deluxe, sempre cosa di famigghia, sono il side project del batterista di Ojm, e poi Shotgunbabies e infine questi sconosciuti siciliani TOPIMA (??!!).
Io penso che tutti sia una buona occasione per tutti i metallozzi che hanno perso la bussola per capire con che spirito si fa il rock oggi, o una parte di esso, e capire che si può essere hard senza essere necessariamente dei grezzi.
Il posto è bello e fresco, in cima alle “murge salentine” (si chiamano così!). Finalmente un po’ di psichedelia come non ne sentiamo mai da queste parti e che un po’ ci manca. Preparare l’acido.
Rico
martedì 21 luglio 2009
Intervista a Michele Manca del Sudestream festival
Visto quanto accennato nel precedente post ho voluto approfondire la questione Streamfest. E’ un evento che merita. Si ama definire “festival internazionale di cultura eco digitale” perché abbina cultura tecnologica dell’eco-sostenibilità alle arti digitali audio e video. Tutto lo spettacolo sarà, simbolicamente, eco-sostenibile, del tipo che gli impianti di diffusione audio, gli schermi e illuminazione saranno a basso consumo alimentati col fotovoltaico, che sarà fatta raccolta differenziata, che la carta è riciclata ecc. A noi interessa più prosaicamente la questione musicale e di intrattenimento. Perciò mi sono rivolto direttamente a Michele Manca, direttore anche artistico, con alcune domande che vi beccate qui sotto. Per il programma e tutto il resto il sito è www.streamfest.orgIo: Cos'è sud e-stream?
MM: Sud eStream è un associazione culturale nata 3 anni fa per volontà di un gruppo di ragazzi salentini che avevano in comune tanta voglia di fare e di mettere in pratica anni di esperienze professionali nell’ambito dei new media e dell’organizzazione di eventi. Interesse principale dell’associazione è quello di diffondere la cultura del digitale contemporaneo in tutte le sue sfaccettature, e lo StreamFest ne è il figlio legittimo.
Io: Il Salento ha dato un’immagine di sé fortemente stereotipata, legandosi a due generi musicali, che neanche nomino per quanto hanno scocciato... È da tempo arrivato il momento che anche le altre “quote” del mercato musicale locale tirino fuori la testa. Convieni con noi?
MM: Come non potrei convenire con voi??? È ormai da tre anni che lavoro costantemente al progetto Streamfest. Dopo 15 anni trascorsi a lavorare nel campo dell’organizzazione di eventi in giro per l’Italia, ho deciso di investire sul nostro territorio proprio perché mi sembrava il caso di favorire un’ondata fresca e stimolante e di offrire nuovi spunti di riflessione in una situazione culturalmente un po’ stagnante. E ad oggi, visti i risultati del progetto StreamFest, sono alquanto entusiasta sia della risposta del pubblico locale (visto che quello nazionale era ormai avvezzo da anni alla tipologia di evento proposto) che dei livelli qualitativi raggiunti….
Io: Quello della musica elettronica è uno dei volti del territorio. Qual’è la “quota” dell'elettronica nel ventaglio complessivo della musica locale?
MM: A mio avviso ancora troppo piccola in relazione alle potenzialità offerte dal nostro territorio. Questo principalmente per due ragioni: la prima, per motivi di percezione dell’oggetto culturale, la seconda per un fenomeno di ritardo nel processo di sviluppo socio-culturale. Ed è proprio in questo contesto che il carattere innovativo e trasversale dello Streamfest acquista ancora più valore ed importanza.
Io: Il 6 agosto al Parco Gondar avete messo su una scaletta che spacca. Come mai proprio Cassius headliner? La house francese è particolarmente seguita qui?

MM: Innanzitutto, in virtù del mio ruolo di direttore artistico della manifestazione, grazie per il giudizio sulla scaletta. La scelta di Cassius nasce in primis da un mio personale apprezzamento artistico e dal riconoscimento di un indiscutibile importanza storica. Inoltre, il fatto che sia la prima volta nel Salento non può che rendermi onorato della scelta…
Io: L’offerta musicale estiva continua a crescere da queste parti. Gusto Dopa al Sole, Salento Summer Festival e varie feste della birra con dance hall e hip hop, il Plug and Play e lo Streamfest con l’elettronica, Sud Est Indipendente e Sound Res per l’indie. Sono tutti eventi degni di nota. Pensi si possa arrivare a impiantare qualcosa di grossissimo nei prossimi anni (tipo i vari Sonar, Sziget, Pukkelpop, Benicassim, Primavera Sound o lo stesso Rototom)? Il pubblico è sufficientemente ricettivo?
MM: Non ti nascondo che il progetto Streamfest nasce con l’intento di raggiungere livelli qualitativi e strutturali tipici dei festival europei. Il salento è diventato negli ultimi anni meta di buona parte della popolazione giovanile nazionale. Purtroppo non si riesce ad attirare ancora turismo estero in quantità adeguate, e questo, a mio avviso, a causa di una politica turistica ancora troppo debole. Più che preoccuparsi della ricettività del pubblico, io mi interesserei della mancanza a livello locale di cooperazione tra le realtà esistenti, che è poi la base necessaria a creare grandi progetti. In più, secondo me, sono pochissimi gli spazi nel territorio salentino adatti ad ospitare una manifestazione delle dimensioni a cui tu facevi riferimento…
Io: Che prospettive di crescita ha lo Streamfest? Le istituzioni appoggiano? Lo appoggeranno?
MM: Le prospettive di crescita dello Streamfest guardano ai livelli europei. Ad oggi il Festival gode del supporto delle più importanti manifestazioni del genere a livello nazionale. Le istituzioni locali e regionali stanno appoggiando il progetto e spero che lo facciano anche in futuro. Ciò nonostante, lo sforzo che necessita anche a livello istituzionale deve crescere di pari passo con la manifestazione: per citare un esempio, il Sonar di Barcellona ha avuto come punto di forza da sempre un forte appoggio da parte dell’Ajiuntament de Barcelona, la nostra Provincia. A mio avviso, una manifestazione culturale ha bisogno di adeguato appoggio istituzionale per poter esprimere al meglio i propri contenuti.
Io: Nel programma del 6 agosto c'è un talento che viene da queste parti e che conosciamo bene: Congorock. Pensi che sia una mosca bianca o è il prodotto di un certo humus locale?
MM: Mi fa piacere sentire che conoscete bene Congorock, perché purtroppo non è mediamente così qui in salento…Lui rappresenta quella categoria di artisti, che non sono pochi, famosi all’estero e molto meno in patria. Il salento ha “sfornato” tanti talenti in ambito musicale, anche se è inevitabile che perché un’artista si affermi ha bisogno di vivere per lo meno una dimensione culturale nazionale, dimensione che Congorock ha vissuto e vive tuttora a Milano. La scelta di averlo nel cast artistico è scaturita, oltre che da un giudizio di carattere artistico, proprio dal fatto di voler contemplare e dare spazio ad artisti di provenienza locale. Prerogativa dello Streamfest, infatti, è quella di essere sì un festival internazionale ma di voler al contempo valorizzare quello che tu hai appena definito “humus locale”…
Io: Grazie!
MM: Grazie a te…e feel the stream!!!
rico
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lunedì 20 luglio 2009
Il sifone e la pasticca, lu sule lu mare la dance!
Arriva la roba grossa grossa. E non si tratta di indie.A un certo punto della storia pensavo che il terzo volto del Salento fosse appunto l’indie ma mi sbagliavo di grosso. Qui si balla la brekke dance! Arrivano i mostri sacri dell’elettronica.
Scopro
che c’è questa agenzia, Propapromoz, mai sentiti prima, che sta importando nomi che tuonano per la loro fama. Il Casablanca diventa una superdisco alternativa, ormai acqua passata il tempo dei fighetti. Mi chiedo solo dove trovino tutta la gente pronta ad apprezzare producer del calibro di Aphrodite (5 agosto), Erol Alkan (6 agosto), Roni Size (12 agosto) e dj Hype (19 agosto), Kavinsky (20 agosto). Pazzesco! Ancora più assiuurdo se consideriamo l’altra bombetta che si tiene nello stesso periodo allo Streamfest (al Parco Gondar), quest’anno esplosivo,
specie nella giornata del 6 agosto, con niente meno che Cassius (in foto), il prodigio inglese Leroy Thornhill, e il prodigio nostrano Congorock (e un mucchio di altri nomi). Asssiuuurd!Massicci e clubber si riempiono la pancia, gli indie kids e i rocker si accontentaranno delle briciole. E i tamarri? Riusciranno il Qartiere Latino, il Rio Bo e il Glamset ad ospitarli tutti?
rico
ps a breve ricognizione anche sulla roba jamaicana in arrivo!
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giovedì 4 giugno 2009
Ferrara sotto le Stelle
Ancora festival, ancora nord Italia. Emilia, per la precisione. Nella civilissima quasi disgustosamente civile Ferrara è già partita la rassegna che le fa più onore, Ferrara Sotto le Stelle. Ogni anno la città offre la sua piazza per concerti squisiti. Si è partiti il 10 Maggio con un tributo a Nico e anche se i tributi non ci piacciono io qui ho letto tutti sti nomi, non so se sia possibile: John Cale and Band, Peter Murphy, Lisa Gerrard, Mercury Rev, Mark Lanegan, Mark Linkous, Soap & Skin.Yo La Tengo già andati anche loro il 31 maggio 2009. Editors il 24 giugno, non ci piacciono molto.
Quello che ci interessa di più è Bands Apart, sottofestival nel festival con Bloc
Party & White Lies il 15 Luglio e Tv On The Radio & Animal Collective il 21 Luglio. Compari studenti bolognesi e dintorni pleaz andate a vedere il Collettivo Animalesco (in foto) e pleaz dateci un riscontro, sono ansioso di sapere che show fanno. Dopo aver visto Akron Family ho scoperto che si può fare folk quasi da sagra tenendo altissimo il livello.
In mezzo Paolo Conte per accontentare le istituzioni: ma se lo meritano proprio! ..Altro che I <3 Sud! Anche perchè il 22 luglio in piazza c'è niente di meno che la testa parlante di David Byrne in persona.
I hate sud!
rico
Quello che ci interessa di più è Bands Apart, sottofestival nel festival con Bloc
Party & White Lies il 15 Luglio e Tv On The Radio & Animal Collective il 21 Luglio. Compari studenti bolognesi e dintorni pleaz andate a vedere il Collettivo Animalesco (in foto) e pleaz dateci un riscontro, sono ansioso di sapere che show fanno. Dopo aver visto Akron Family ho scoperto che si può fare folk quasi da sagra tenendo altissimo il livello.In mezzo Paolo Conte per accontentare le istituzioni: ma se lo meritano proprio! ..Altro che I <3 Sud! Anche perchè il 22 luglio in piazza c'è niente di meno che la testa parlante di David Byrne in persona.
I hate sud!
rico
martedì 26 maggio 2009
Express Festival
Dicevamo di festival e rassegne. Mi vado a scordare forse il migliore, quanto a qualità e ricerca, sia sonora che di immagine. Express Festival, guarda qua. Tutto stracurato, a partire da una grafica arty come non se ne vedono mai in giro. Un festival molto poco pop, direi, tra folk alternativo, no wave e elettronica minimal. I nomi tutti pezzi di storia dell'avanguardia più o meno recente: Lydia Lunch, Psychic TV, God is an Astronaut, Akron Family, Women, Matmos, Sunn O))), Boss Hog. Tutto questo accade al Lokomotiv di Bologna. Una fusione dopo l'altra, in sette date dal 20 maggio al 1 giugno. Come al solito Bologna la Dotta si dimostra sempre una tacca più intellettuale.rico
lunedì 25 maggio 2009
Vitaminic Days. Se avessimo li questi, anche noi come loro
Leggo da Soft dei Vitaminic Days. E bravi! Vedi a Milano, dicono che le cose si mettono male, ma a giudicare dai cartelloni estivi male non si dovrebbe stare. Bella storia, potete vedere il cartellone qua. Una raffica di nomi belli bellissimi carini spalmati in tanti appuntamenti: Andrew Bird, Buzz Aldrin, Vivian Girls, Pains of Being Pure At Heart, Banjo or Freakout, Wavves e altro ancora. A proposito di Milano, quei maledetti di Rockit ne hanno fatta un'altra: il Miodi!
Ricordate che molti post addietro pensavamo ad una serata di tutta roba bestiale/cattiva? Vedi qua. Beh ci hanno soffiato la genialata e lo hanno fatto in gran classe. Questi infami hanno le nostre stesse pensate solo che sono più bravi, più figli di puta, ma sopratutto, sono nati a Milano e mi gioco quello che vuoi anche figli di papà strada spianata adolescenza rosea futuro roseo, mica come noi nei paesi zulù. Vabbè, respect comunque. Ora veniamo a noi e ai nostri vitaminic days. Vi annuncio così, giusto per mettervi la pulce nell'orecchio, che quest'anno c'è una bella programmazione al Cotriero di Gallipoli. Collaborazione molto proficua tra Odelay e Spazio Live. Ci occupiamo solo di alcune serate, ma anche le altre, quelle a solo marchio
Spazio Live, non sono affatto male. Qualche indiscrezione. Avete mai sentito parlare di Gentlemen's Agreement? No? OK, sono questi in foto, a breve post su di loro. Poi Comaneci, Girl With the Gun, Hot Gossip, Thousands Millions, Don Turbolento, Studio Davoli e poi ancora da confermare Tunas, Sunny Boys, Congorock e forse Records. Poi tutte le selecte con i dj di Odelay e infine Festa Radio FLo. Piace piace. Il posto è fantastico.rico
giovedì 30 aprile 2009
E' uscito il cartellone del Miami, il festival di Rockit
Miami è il festival di quelli di Rockit. Acronimo di Musica Indipendente A Milano, che poi cambia a piacimento degli organizzatori/comunicatori con tutte le manfri
ne sui baci e l'amore. Non c'è che dire, gente quadratissima. Probabilmente tra qualche anno qualcuno gli renderà merito come la più importante infrastruttura che abbiamo avuto in Italia nella musica indipendente (altro che Tora Tora, Agnelli! mi spiace ma ci capiti sempre tu come termine di confronto negativo ...). Sono dei mostri di marketing quelli di Rockit (vedi tutto l'ambaradan di Maledetta Primavera) e loro, con un pizzico di machiavellismo, lo sanno bene, facendo pagare alle band la vetrina che offrono con una buona riduzione di cachet. Ma ci piacciono molto perchè hanno sempre a cuore la qualità della musica che vogliono far girare. Così anche il Miami, ogni anno diventa un po' il consuntivo del meglio delle cose nuove made in Italy, dove si può misurare lo stato di salute dell' indie nazionale. Esce in questi giorni il cartellone e possiamo finalmente, in questo 2009, smetterla di vergognarci della nostra musica. Qualche nome di valore indiscutibile: Record's, le Man Avec Les Lunettes, Hacienda, Gentlemen's Agreement, Banjo or Freakout (tutti nomi su cui puntiamo per l'estate odeliana). Fore te capu. E poi tanta altra bella roba che mi piace meno ma magari a voi di più. Ah dimenticavo, ai Thousands Millions il compito ingrato di aprire alle sei di pomeriggio di venerdì 5 giugno. Almeno potranno dire che si parte col botto :) Domenica 7 invece, gli amici Superpartner con Fiumani.
Rico
ne sui baci e l'amore. Non c'è che dire, gente quadratissima. Probabilmente tra qualche anno qualcuno gli renderà merito come la più importante infrastruttura che abbiamo avuto in Italia nella musica indipendente (altro che Tora Tora, Agnelli! mi spiace ma ci capiti sempre tu come termine di confronto negativo ...). Sono dei mostri di marketing quelli di Rockit (vedi tutto l'ambaradan di Maledetta Primavera) e loro, con un pizzico di machiavellismo, lo sanno bene, facendo pagare alle band la vetrina che offrono con una buona riduzione di cachet. Ma ci piacciono molto perchè hanno sempre a cuore la qualità della musica che vogliono far girare. Così anche il Miami, ogni anno diventa un po' il consuntivo del meglio delle cose nuove made in Italy, dove si può misurare lo stato di salute dell' indie nazionale. Esce in questi giorni il cartellone e possiamo finalmente, in questo 2009, smetterla di vergognarci della nostra musica. Qualche nome di valore indiscutibile: Record's, le Man Avec Les Lunettes, Hacienda, Gentlemen's Agreement, Banjo or Freakout (tutti nomi su cui puntiamo per l'estate odeliana). Fore te capu. E poi tanta altra bella roba che mi piace meno ma magari a voi di più. Ah dimenticavo, ai Thousands Millions il compito ingrato di aprire alle sei di pomeriggio di venerdì 5 giugno. Almeno potranno dire che si parte col botto :) Domenica 7 invece, gli amici Superpartner con Fiumani.Rico
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