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venerdì 9 marzo 2012

Matt Elliott in Salento a maggio


Ufficializziamo la data di Matt Elliott per il 19 maggio al Triade di Copertino. Organizza Odelay con il supporto di Beppe Vivaz. Forse ancora vi sfugge chi sia questo Elliott, però. Elliott Smith? Mm quello non c’è più. Un parente della Missy hip hop? None. Non c’entra con l’hip hop e neanche con il rock, ma nemmeno con il mondo indie, e forse neanche con il mondo in genere. Matt Elliott è un cantautore inglese che non c’entra niente neanche con la Gran Bretagna. Infatti è un cantautore, strambo, sì, ma più ascrivibile alla categoria dei cantautori europei tradizionali.
È uno difficile, scomodo. Racconta di fallimenti, di cose rotte, persone rotte, un fottuto cantore della disperazione, dell’insopportabilità della vita. Sarà indigesto per molti. Lo apprezzerà invece chi già ama Yann Tiersen - che infatti gli ha prodotto l’ultimo disco - ma anche il folk di matrice balcanica e quello iberico. Potrebbe piacere ai fan di Tom Waits. O quelli di Beirut. Infine, forse, anche all’appassionato di cantautori italiani come De Andrè o Capossela. Solo che, a differenza di questi, non ammette concessioni di sorta. Il video qui sotto è un ottimo esempio della sua concezione dell’esistenza: un soffocamento.

Rico

giovedì 11 novembre 2010

Dalle "mie" parti: Badly Drawn Boy

Sabato 13 dicembre dalle "mie" parti, al Bronson di Madonna dell'Albero (Ravenna), torna il cappellino più sporco d'Inghilterra Badly Drawn Boy. Che abbia perso la vena ispiratrice di "The Hour of Bewilderbeast" e "About a Boy" siamo tutti d'accordo, ma il sapore dolce della nostalgia rimane e nonostante tutti gli ultimi pezzi insignificanti noi continuiamo a volergli bene.

Questa è roba nuova che ci aveva fatto ben sperare:



Questa è la roba vecchia che non ci scorderemo mai:



Tone

mercoledì 17 marzo 2010

L'indie è con Vendola

La Fabbrica di Nichi è una delle genialate di Vendola e del suo staff. Un gioco di prestigio che riesce a far sovrapporre politica e cultura camuffando le difformità tra una e l’altra. Un comitato elettorale e un centro culturale insieme, una trovata diabolica che farà scuola nel marketing politico - anche se difficilmente ripetibile con un altro candidato.
I suoi effetti positivi si stanno già vedendo, non solo sul versante politico. Le Fabbriche proliferano (intorno alle 140 in Puglia e dio solo sa quante soltanto in Salento). Molte sono improvvisate all’ultimo minuto ma l’importante è esserci. Anzi no, l’importante è esserci e fare qualcosa di buono, e se no siamo ai vecchi vizi della sinistra nostalgica e con la kefia.
Noi dobbiamo parlare di musica, no? Allora, possiamo confermare il dato positivo, già prima delle elezioni, che VENDOLA FA BENE ALLA MUSICA PUGLIESE. In queste ultime due settimane è scattata la corsa a chi si accaparra il giorno rimasto vuoto nell’agenda locale, a chi riesce a raccattare le ultime band non ancora ingaggiate in fabbrica. Il rastrellamento non lascia a casa nessuno: ci sono le conferme dei vecchi ed emergono pure i nuovi talenti, che se un giorno avranno fortuna si dovranno ricordare di questi giorni gloriosi. I massicci del rap e del reggae coglieranno l’occasione per fare baldoria. Ma la vera svolta è degli indie rockers salentini, che smettono i panni del loser individualista e si buttano nella mischia. Si suona a schifo, senza neanche compensi, solo per la causa.
Poteva succedere soltanto con un personaggio atipico come Vendola, il nostro Obama, che proprio come il negro più importante del mondo scende dal cielo come un’utopia in carne e ossa. E questo agli idealisti disincantati del mondo alternativo piace.

Segnalo solo due date. Chi vuole e ne sia a conoscenza può aggiungere le altre nei commenti giù.
Dom 21 @Istanbul Cafè – “Fabbriche in festa” rock vs funk con le Fabbriche di Galatone, Squinzano, Galatina, Campi
Sul palco: TOUCHMEANDSHOUT (nu wave/nu rave) + LEE VAN CLEEF (stoner rock) + SPRINGFIELD (Punk/hc melodico) + CRAXI DRIVER (punk funk)
In consolle: DJ WAR + SOULFIERO + DJ KOSMIK + PANTU
Ven 26 @ Fabbrica di Campi: Thousands Millions + Spread Your Legs
Ven 26 @Fabbrica di Galatone: Play on Tape (indie/new wave)

rico

venerdì 26 febbraio 2010

Guida antidepressiva. Febbraio sta finendo

Ultimo finesettimana di questo febbraio che ci ha messi in isolamento, tramortiti e ci ha rubato ogni speranza. Ma siamo quasi fuori dal guado. Ecco quindi qualche consiglio per passare al meglio gli ultimi sgoccioli in attesa di marzo.
Venerdì 26. tornano i Girl with the Gun, stavolta anche con il deus ex machina Populous, che farà finta di suonare per noi :D. Mentre Moreno e donna Matelda suonano e cantano per davvero e sappiamo come lo fanno.
Sabato 27. Un sabato per tutti i massicci, ancora all’Istanbul Cafè. Hip hop con alcuni dei pesi massimi del genere in Italia: Esa e Tormento e Skizo che gli aggiusta i suoni. Una buona alternativa è farsi una passeggiata a Otranto da Andrea Baccassino, quello di Mescia Gina Abate (Message in a bottle).
Domenica 28. Per festeggiare la fine di questo mese di calvario ci viene in soccorso Radio Flo, con l’Aioresis Lab di Nardò, che ci portano un po’ di Europa in casa. Più che Europa, Inghilterra. Si chiamano Zombina and the Skeletones. Non si sa bene chi siano, ma tanto qualsiasi merda esca dal buco di culo dell’Inghilterra sarà sempre minimo come una band blasonata di casa nostra. E comunque ce li possiamo vedere qui sotto.

rico

giovedì 17 settembre 2009

Dinosaur Jr. vs Negrita

Mi avevano raccontato di un muro sonoro assordante, della necessità fisica di coprirsi i timpani dopo due minuti dal primo accordo. Ora mi chiedo se fossero tutte balle, particolari che si aggiungono per giustificare la spesa del biglietto in mancanza di altri argomenti a cui aggrapparsi, o se fosse colpa dell’impianto dell’Estragon che invalida ogni tipo di aspettativa. Fatto è che i Dinosaur Jr. dal vivo come li ho visti io sono stati proprio una merda. Quantomeno il fatto che il locale si trovasse all’interno dell’area in cui si festeggia la Festa dell’Unità ha reso la cronaca ricca di particolari.

Sinossi


Arrivati la sensazione è quella
di una grande sagra della carne di tamarro. Stand enogastronomici e musica di tutti i tipi: brasiliano, argentino, spagnolo, cubano. E cosce e ombelichi sporgenti che ballano latino-americano. Già dalla fermata dell’autobus si sente l’eco di qualcuno che canta in italiano e poiché i Super Elastic Bubble Plastic sono di spalla forse sono loro, penso. Ma il concerto non era al chiuso? Bhè, con tutta questa gente probabile che abbiano deciso di farlo all’aperto in uno spazio più grande.
Al botteghino ci aspettano gli a
ccrediti, ma il nome non risulta. Poco danno e per fortuna che ci sono gli amici degli amici e che due ingressi in qualche modo vengono sempre fuori. Quant’è bella l’Italia! Il palco è enorme e l’atmosfera strana, la gente chiede il bis (ai Super Elastic Bubble Plasil???). Passano due minuti e sul palco appaiono i Negrita. I Negrita?! Evidente che abbiamo sbagliato concerto, ma non tutto è perduto. Per fortuna l’Estragon è a 300 metri quindi torniamo indietro e corriamo verso i Dinosaur Jr. Il posto è pieno zeppo e appena dentro è già visibile la criniera bianca di John Mascis circodato da una montagna di Marshall che formano una specie di separé dagli altri due, Lou Barlow al basso e Murph alla batteria. Prepariamo le orecchie al peggio, ma il suono è scarico, come il loro atteggiamento sul palco. Pezzo dopo pezzo sembra di essere nella sala prove di una band di adolescenti appena formata. Pause interminabili per accordare gli strumenti e Murph che gira sul palco in cerca di un paio di bacchette di misura diversa. E silenzio. Non parlano né fra di loro né col pubblico. Tutti che sono lì ad acclamarli e da quelle cazzo di bocche non esce nemmeno un “grazie”. Non rimane che andar via prima della fine e conservare il biglietto dei Negrita, l’unico fatto degno di nota.

Tone

mercoledì 5 agosto 2009

Bikini Kill Festival: femminata?

Stanche delle numerose crtitiche a sfondo sessista e delle innumerevoli lamentele di noialtri uomini per le solite serate a prevalenza maschile, le nostre amichette Idioteque hanno tirato la testa fuori dal mucchio e si sono organizzate per il Bikini Kill Festival, un nuovo evento musicale decisamente al femminile, quantomeno sul cartellone. Per averne conferma è sufficiente dare una sciacquata alle chiappe sporche di panche da sagra e raggiungere venerdì prossimo 7 agosto intorno alle 23 il nostro amato Cotriero a Marina di Mancaversa.
Il nome scelto per la manifestazione potrebbe certo intimorire: ci saranno spari diretti a chiunque indossi un bikini? O ci sarà fra la folla un killer con un due-pezzi? Forse il killer si chiama Bikini e gli è stato ordinato di ammazzare il festival? No, pare di no. Nei primi anni '90 nacque piuttosto una band di ragazze incazzate chiamata proprio "Bikini Kill", rappresentativa di molte di quelle riot girl che 15 anni dopo si sarebbero ridotte a frangettine e paillette. Le Idioteque vogliono dimostrare invece che esiste ancora una subcultura, rosa ma non troppo, in grado di rivoluzionare il costume femminile corrotto da veline e britney-spears varie, sposando una causa che fa riferimento ad altri tempi e altri tipi di pin-up.
Questo il programma dei concerti:

Comaneci (Folk Rock/Ravenna)
Freaky Mermaids (Folk psichedelico/Brescia)
Lola and the Lovers (R'n'R/Lecce)
+
Dj set - Visual Live Set - Live Wall Painting

Allora? Femminata?

Tone

lunedì 25 maggio 2009

Vitaminic Days. Se avessimo li questi, anche noi come loro

Leggo da Soft dei Vitaminic Days. E bravi! Vedi a Milano, dicono che le cose si mettono male, ma a giudicare dai cartelloni estivi male non si dovrebbe stare. Bella storia, potete vedere il cartellone qua. Una raffica di nomi belli bellissimi carini spalmati in tanti appuntamenti: Andrew Bird, Buzz Aldrin, Vivian Girls, Pains of Being Pure At Heart, Banjo or Freakout, Wavves e altro ancora. A proposito di Milano, quei maledetti di Rockit ne hanno fatta un'altra: il Miodi!
Ricordate che molti post addietro pensavamo ad una serata di tutta roba bestiale/cattiva? Vedi qua. Beh ci hanno soffiato la genialata e lo hanno fatto in gran classe. Questi infami hanno le nostre stesse pensate solo che sono più bravi, più figli di puta, ma sopratutto, sono nati a Milano e mi gioco quello che vuoi anche figli di papà strada spianata adolescenza rosea futuro roseo, mica come noi nei paesi zulù. Vabbè, respect comunque. Ora veniamo a noi e ai nostri vitaminic days. Vi annuncio così, giusto per mettervi la pulce nell'orecchio, che quest'anno c'è una bella programmazione al Cotriero di Gallipoli. Collaborazione molto proficua tra Odelay e Spazio Live. Ci occupiamo solo di alcune serate, ma anche le altre, quelle a solo marchio Spazio Live, non sono affatto male. Qualche indiscrezione. Avete mai sentito parlare di Gentlemen's Agreement? No? OK, sono questi in foto, a breve post su di loro. Poi Comaneci, Girl With the Gun, Hot Gossip, Thousands Millions, Don Turbolento, Studio Davoli e poi ancora da confermare Tunas, Sunny Boys, Congorock e forse Records. Poi tutte le selecte con i dj di Odelay e infine Festa Radio FLo. Piace piace. Il posto è fantastico.
Pare che sia l'anno fortunato e st'estate ci divertiamo un po'.

rico

venerdì 8 maggio 2009

Bonnie Prince Billy: genio non chiomato

29 aprile 2009 - Estragon (Bologna)

Bonnie Prince Billy è più brutto di quanto immaginassi. Forse è anche più brutto di Will Oldham, se non fosse che sono la stessa persona. Bonnie, come lo chiamano dal pubblico, è brutto sì, ma forse tanto brutto quanto artisticamente geniale. Equazione che potrebbe convincermi che se tutti fossimo meno belli, saremmo persone migliori.
A parte questo però, Bonnie, o Will, il suo fascino lo scatena sul palco.

La serata è di quelle primaverili e incerte, che esci con la luna e torni con la pioggia, completamente zuppo. Arriva tanta gente, ma non abbastanza per riempire quel capannone che è l’Estragon. Tutti però sembrano in trepida attesa e questo mi consola. Sul palco c’è ancora una certa Susanna Wallumrød, capelli rossi, tratti nordici. Mi dicono che sia norvegese. Suona il piano e canta con lirismo e intensità, accompagnata da un contrabbasso e un violino. Peccato che nessuno se la cachi e che le tristi melodie siano sovrastate dalle chiacchiere sotto il palco e dal crepitio di bicchieri di plastica vuoti. Un po’ “du’ palle”, in realtà, ma sul finale chiama sul palco Bonnie e l’attenzione per un attimo ritorna. Poi arriva il momento. Mi avevano parlato di Will Oldham e di quanto fosse fantastico da solo, con una chitarra e un’armonica. Questa volta è in Italia per presentare il suo nuovo “Beware”, ennesimo capitolo di una discografia fra le più prolifiche. Per farlo si è portato dietro un bel gruppo con il quale pare abbia instaurato una complicità perfetta. E l’esibizione lo conferma. La violinista, nonché voce di contrappunto, è davvero niente male e l’attenzione la rivolgerei solo a lei se Bonnie non si scatenasse in quel modo. Niente capriole, niente rutti o sputi, è chiaro, ma un coinvolgimento che parte dalla sua voce, così calda e sicura di sé, per arrivare alle movenze country del non-chiomato qual è, con la lunga barba, gli occhi incavati e la panza turgida e a palla, quasi finta.
Fra ballate da prateria texana e pezzi rock, il concerto scorre che è un piacere e tutti sono così concentrati, che quando qualcuno alza un po’ la voce, decine di teste si voltano all’unisono con sguardi sprezzanti verso l’incivile e insensibile chiacchierone. Non chiedetemi quali pezzi di quale album ha suonato, chiedetemi solo com’è stato e vi risponderò “davvero notevole”.

Tone

sabato 18 aprile 2009

Samuel Katarro a Novoli

Mi è dispiaciuto non avervi segnalato un appuntamento degno di nota. Parlo di Samuel Katarro. Si è esibito ieri, ven 17, alla Saletta di Novoli. Un tipo bislacco. Fondamentalmente quello che fa impressione di questo ragazzo è una voce che è un portento, un vocione che rimanda dritto ai vari Stratos o Patton. Un dono naturale, nn c'è dubbio, che però il pistoiese sa sfruttare con personalità e originalità, pur rifacendosi evidentemente a grandi del passato come David Thomas dei Pere Ubu e i Buckley Suicide Fam. Si sente in modo evidente la mano del suo nuovo fratellone Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, ma è anche chiaro che i due saranno affetti da patologie simili... A dispetto del nome un po' puer, Katarro mostra di usare con maturità questo attrezzo sovranaturale che è la sua laringe. Ci fa proprio il cazzo che gli pare. Gorgheggia, falsetta e sghignazza. Fa pure le gag del morto e riesce a tenere il palco nonostante sia da solo lui e la sua katarra kaustica e nonostante il "troppo silenzio" in sala da lui stesso lamentato. La saletta infatti è una specie di cappella, quando entri scatta automatico il segno della croce, e Katarro sembra arrivato lì per dissacrarla. Ottimo. Da tenere ... sotto osservazione.

rico

Ah comparuzzi, non c'entra niente, ma stasera credo ci vedremo alle Officine Cantelmo (ghhuah scusate devo ingoiare) per Aidan Smith, sempre che non sia annulée...