Visualizzazione post con etichetta tone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tone. Mostra tutti i post

mercoledì 29 giugno 2011

Giorgio Tuma e Woodpecker Wooliams a casa di Brasi e Tone

A Bologna manca solo il mare per essere la città perfetta per l'estate. Da una parte il megaschermo in piazza Maggiore, con i film più grandi della storia del cinema, dall'altra concerti e concertini di questo e quello, che comunque non siamo a Milano e possiamo accontentarci anche di nomi meno grossi. In tutto questo ci inseriamo noi di Odelay, con gli house concert e con due appuntamenti in fila che hanno un po' il sapore del mini-festival. Ci siamo lasciati un po' di mesi fa con i Jules not Jude, di cui finalmente pubblichiamo i video, e ci ritroviamo nell'infuocato Luglio con due artisti la cui musica ci porterà un po' di refrigerio. Il 4 di questo mese dovrebbe essere qui, il condizionale è solo per scaramanzia, il nostro amico Giorgio Tuma, che gioca in casa e ci delizierà con la pioggerella malinconica di alcuni brani tratti dal suo nuovo disco In the morning we'll meet, uscito ad aprile per la Elefant records. Il 7, invece, ospitiamo l'anglo-russa Woodpecker Wooliams, che ci porterà le sue canzoni per arpa e chincaglieria varia che sono come cartoline di paesaggi siberiani. Mi viene in mente l'estate afosa di qualche anno fa, quando il pomeriggio rimanevo chiuso in camera a guardare film ambientati sulla neve, da Nanouk l'eschimese a Shining.

Brasi










domenica 5 giugno 2011

Odeleiani reduci dal Primavera Sound / parte 3

Ho macinato un sacco di chilometri fra un palco e l’altro, ho avuto attimi di tachicardia per l’ansia di perdere tempo e capogiri fortissimi per la stanchezza provocatami dalla tachicardia. Ho avuto fame, sete, mal di schiena e piedi e ascelle puzzolenti, ho mangiato lo stesso panino per 5 giorni e ho dormito con due trattori in moto. Ma al Primavera Sound ci tornerei domani stesso.

Ed è vero c’erano un sacco di hipster, ma erano pure 140mila. Voglio dire, erano tanti, ma tutti uguali. Tutti coi capelli lisci, vestiti con qualche tipo di risvolto e giramondo con un inglese perfetto. Ma immaginate la frustrazione di uno che si sente fico e si ritrova con altri 139.999 proprio come lui. Allora io ero felice perché mi sentivo brutto, sporco e cattivo. E coi capelli ricci. Diverso insomma (per dirla alla Vendola). Come diverso era quel tipo che prima del concerto dei Battles in ginocchio proprio dietro di noi ha tirato fuori il coso con nonchalance pisciando dentro un bicchiere di birra (dopo poco è scoppiata una rissa, magari le cose erano correlate…). O quello che per ore ha invocato un panino come un cane affamato fino a ritrovarselo nello zaino quand’era già in aeroporto (Rico).
Comunque più di tutto ero felice perché c’era la musica, tanta musica. Talmente tanta che ho vaghi ricordi, ma sono certo che Fleet Foxes, James Blake, Deerhunter e Twin Shadow mi sono piaciuti più del resto. E ancora Seefeel, Kurt Vile, Big Boi, Swans, Yuck e Cloud Nothings.
Ed ero triste perché mi aspettavo più gadget, chessò, flaconcini d’acqua da 10 cl, penne, salviettine o bhò. Invece ci hanno riempiti di caramelle alla menta che non sono servite a niente, visto che, come ha già detto Brasi, siamo stati muti. Ma a buon intenditor...

Tone

p.s. Appena tornato ho visto Toro Y Moi all’Hana-Bi di Marina di Ravenna. Fa parte comunque del mio Primavera Sound e lo pongo fra le cose viste più belle.

domenica 15 maggio 2011

Unknown Mortal Orchestra: ci piace

Ve li ricordate i Go! Team? Io li avevo dimenticati. Poi ho scoperto gli Unknown Mortal Orchestra e ho pensato: "puttanazza, questi sono molto meglio dei Go!Team!". Là il suono era più frantumato e deflagrato, qua c'è la solita estetica lo-fi che se da una parte c'ha pure rottolicojoni come i maglioncini a righe di H&M, dall'altra se usata con dovere piace molto. E' questo il caso, perché qui ci trovi la Motown e gli Sly & Family Stone sotto un sottile strato di carta vetrata col basso funky che pompa e i cori degli angeli del purgatorio.
L'album omonimo sta per arrivare, intanto l'ep ve lo potete ciucciare qui

Tone

Unknown Mortal Orchestra "How Can U Luv Me" by WeGetPress

venerdì 22 aprile 2011

Primavera fa Giorgio Tuma

Molti di quelli che seguono questo blog lo sapranno già, a tutti gli altri annunciamo la lieta novella: il nuovo disco di Giorgio Tuma, “In The Morning We’ll Meet”, è pronto e stampato. E’ stato avvistato in Giappone, peccato però che nè il titolare né l’Italia abbia ancora ricevuto le copie. Gli esterofili grideranno che “lì stanno sempre avanti”, i comunistoni si appelleranno al marxismo, perché “l'operaio Tuma è alienato dal prodotto del suo lavoro e produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista)”. Come al solito internet mette tutti d’accordo e il disco, infatti, potete ascoltarvelo interamente qui.
Noi siamo di parte, si sa. E magari non mi crederete se vi dico che dopo i Jennifer Gentle questa è la roba musicale italiana più fica di cui potreste parlare ai vostri amici stranieri senza vergognarvi. E non solo per le collaborazioni importanti (Susanna di “Susanna & The Magical Orchestra”, Lori Cullen e Michael Andrews, sì proprio quello della colonna sonora di Donnie Darko), per l’etichetta di pubblicazione (l’ormai mitica Elefant di Madrid) o per l’artwork sognante di Michele Galluzzo. Ma per la sua bellezza oggettiva, perché pure se non vi prende il cuore nessuno può affermare che il disco non spacca. A questo proposito sono curioso di vedere cosa ne scriveranno le nostre care riviste musicali.
Poi siccome non ci accontentiamo mai, stiamo già aspettando l’ep che uscirà più in là dove pare ci sarà un super pezzo cantato dalla cantante dei Komeda, Lena Karlsson. A buon intenditor…

Video! Video!

Tone

domenica 6 marzo 2011

I Black Lips stanno tornando

Ecco il video di Go Out And Get It, in cui compaiono anche quelle gattine delle Vivian Girls.
Quanto si divertono, beati loro!



Qui invece le immagini della lavorazione, giusto per farvi capire che non c'è niente di serio a parte lo sballo.



Tone

sabato 19 febbraio 2011

Sotto osservazione: (M+A)

Sono bastati pochi minuti, qualche tocco di glockenspiel e i sussurri melodici e lo-fi per convincermi che la cosa più giusta da fare ieri sera fosse andare a vedere gli (M+A) all'anteprima dell'Homework Festival allo Spazio Sì di Bologna.
Il loro primo disco omonimo è un concetrato di glitch pop e giocolerie elettroniche extra pop. Fuori tempo massimo, direte voi: può darsi, ma fanno tutto fin troppo bene, meglio di tanti che all'epoca e ancora oggi continuano a torturare la lezione dei Grandaddy e compagnia bella. Senza dimenticarci, dettaglio importante, che sono italiani e giovanissimi.
Colpiscono fin dall'artwork del disco, corredato di foto e illustrazioni che basterebbero a spiegare le loro 11 tracce, quei suoni freddi e sintetici che attraversano una nordica giornata di sole. Sul palco ti aspetti di vederli chini sul mac, invece cantano, suonano le tastiere, soffiano nella diamonica e picchiano sulla batteria.
Mi dicono che stanno lavorando ad un nuovo album e da parte mia ho già iniziato a corteggiarli per vederli in Salento l'estate prossima. Chissà...

Intanto ascoltatevi il lavoro del 2010, poi mi dite.

Tone


(m+a) new album by (m+a)

sabato 5 febbraio 2011

Diverting Duo da Brasi e Tone: i video

A dicembre scorso suonarono a casa nostra i Diverting Duo. Facemmo dei video di bassa qualità e abbiamo aspettato che migliorassero da soli, sperando che youtube implemettasse la tecnologia. Pare per questo ci vorrà ancora qualche anno, quindi meglio mostrarveli così come sono.
Guardateli con gli occhi di uno che soffre d'astigmatismo e rilassatevi.

Tone





lunedì 31 gennaio 2011

Brasi e Tone presentano: Jules Not Jude

Anno nuovo, Brasi e Tone sempre gli stessi.
Né meglio né peggio, rassicuranti come la pubblicità di Mulino Bianco, con la solita casetta confortevole e baci e abbracci. Si riparte, allora, con le session da cameretta a marchio Odelay.
Ospiti graditi i Jules Not Jude, del giro bresciano che tanto ci piace. Presenteranno il nuovo “All apples are red, except for those which are not red”. Inutile spiegarvelo se lo potete ascoltare qui.
Diciamo solo che anche loro sono rassicuranti il giusto. Quindi, se non amate gli sbalzi di umore sarebbe sensato esserci, con buona pace di tutti.
In più potrete ammirare le illustrazioni appese e i gadget di Lucia, Chiara, Giulia & Giulia che ad Arte Fiera gli fanno un baffo.

Vale la solita regola: si entra muniti di bottiglia.
Per sapere dove, mandate una mail a odelaymusic@gmail.com

venerdì 28 gennaio 2011

Gennaio fa Iron and Wine

Si cresce tutti, non c’è scampo. Bisogna poi vedere come e per capirlo basta guardarsi indietro. Il passato non mente e il futuro, ai più bravi, propone delle scelte. I trascorsi di Sam Bean li conosciamo bene. Dai primi passi nella new folk revolution abbiamo osservato la sua evoluzione da uomo solitario e curvo sulla sua chitarra alla posizione eretta da maestro e arrangiatore pop del suo ultimo “Kiss each other clean”, uno di quei dischi che nascono già classici. Sam fra le proposte del tempo ha scelto la più difficile. Poteva restare un Bob Corn qualsiasi e invece oggi è un provetto Brian Wilson.

Tone




giovedì 16 dicembre 2010

Previsioni per il 2011: James Blake

La butto: James Blake sarà il fenomeno del 2011.

Tone

p.s. stanno arrivando le classifiche del 2010...



Questa ascoltatela SOLO se avete un minimo di bassi a disposizione

domenica 12 dicembre 2010

Natale fa Foxes In Fiction // How To Dress Well

La gente che esce in massa di domenica non la sopporto. Io volevo solo fare un giro in bici per digerire il polpettone di Brasi, speravo nella solita calma da giorno festivo. E invece fuori erano in migliaia, con centinaia di passeggini, tutti esaltati. Insomma, me ne sono tornato a casa e ho messo su due dischi perfetti per un umore infastidito.

Il primo è Swung From the Branches di Foxes In Fiction, il moniker del canadese Warren Hildebrand. Ventidue tracce piene di luce fioca che girano senza pausa. Ci sono beat sporchi su tappeti ambient, voci campionate, come quella di Bukowski in “8/29/91” e c’è l’eco di Bradford Cox che ogni tanto compare, ben riconoscibile, come in "Bronte Ballons", "New Panic Cure" e la bella "Snow Angels". Poi arriva "15 Ativa (Song for Erika)" e l’inverno diventa quasi sopportabile. In "To Go Home" sembra addirittura di sentire la nostra Matilde nei Girl With The Gun. Insomma, tante cose che abbiamo amato e amiamo tutte insieme.



Col secondo disco le coordinate sonore cambiano virando verso territori black, anche se la matrice ambient è simile. How To Dress Well anche in questo caso nasconde un unico elemento, Tom Krell, un personaggio fosco a cavallo tra Colonia e Brooklyn. Dopo quasi sei anni di materiale sparso e under-undergroung, ha deciso di tirar fuori quest’anno un disco intero, Love Remains, una tisana di allucinazioni ipnagociche o glo-fi, chiamatele come volete, orpellate di melodie R&B e una voce soul con la fissa del falsetto. Un piccolo capolavoro (piccolo perché non voglio sbilanciarmi).



Perché il freddo vero deve ancora arrivare.

Tone

giovedì 2 dicembre 2010

Diverting Duo live a casa di Brasi e Tone - i video di Nadine


Ecco i primi due doni natalizi di Odelay ai suoi fedelissimi: i video del live di Nadine sulla terrazza di Rosita, la nostra vicina (risale a settembre), e l'invito al concerto dei Diverting Duo che suoneranno sul mio lettone mercoledì prossimo. I Diverting Duo, Sara e Gianmarco, li abbiamo conosciuti circa un anno fa, quando loro, sardi, si trovavano a suonare a Bologna col loro tour continentale. Per vari motivi non riuscimmo a farli suonare, allora, ci accontentammo dell'intervista telefonica, ma questa volta non dovrebbero farla franca. Li ringraziamo in anticipo per essersi ricordati di noi.

Intanto beccatevi gli estratti dall'esibizione di Nadine Khouri, c'è poca luce, lo so, ma se foste stati lì vi basterebbe questo bagliore per ricordare quella serata magica.

Brasi







mercoledì 24 novembre 2010

Atlas Sound: e infatti...

L'avevamo previsto, ma non immaginavamo arrivassero così in fretta.





Tone

lunedì 22 novembre 2010

Il disco nuovo di Atlas Sound ce l'abbiamo noi

Per tutti quelli che di Bradford Cox non ne hanno mai abbastanza, ecco alcuni nuovi pezzi sgangherati firmati a nome di Atlas Sound. Tutto registrato a casa, con lui che canta, suona l'armonica, dà colpi alla batteria e manda qualche base, e un non classificato W.A.B. che muove le maracas e mette altre basi al computer.
Musica da cameretta suona troppo "normale", forse meglio chiamarla musica da sgabuzzino.
Mentre noi passavamo le giornate ad aggiornare le pagine di facebook e aggiornare le pagine di facebook e aggiornare le pagine di facebook lui ha composto questo Bedroom Databank Vol. 1 (se ci cliccate sopra potete scaricarlo legalmente).
"Vol. 1" che significa che ce ne saranno degli altri e che noi continueremo ad aggiornare le pagine di facebook e aggiornare le pagine di facebook e affanculo.

Tone

venerdì 19 novembre 2010

Novembre fa Smith Westerns

Mi erano sfuggiti, gli Smith Westerns, e qualche giorno fa mi ci sono messo all’ascolto con un riprovevole atteggiamento di sufficienza. Ho sbagliato, sine.
Essere originali sappiamo bene che non vuol dire più creare dal nulla, ma trovare nuove combinazioni. Questi ragazzini di Chicago sono un bell'esempio di cose rifatte, ma rifatte bene. Sono i Moldy Peaches che prendono a calci in culo i Los Campesinos e stravolgono i T-Rex. Il nuovo lavoro, a giudicare dal singolone “Weekend” (qui sotto), promette picchi rari di carica melodica e adolescenziale.
Intanto se volete scaricare il disco vecchio eccovi il link.

Tone



giovedì 11 novembre 2010

Dalle "mie" parti: Badly Drawn Boy

Sabato 13 dicembre dalle "mie" parti, al Bronson di Madonna dell'Albero (Ravenna), torna il cappellino più sporco d'Inghilterra Badly Drawn Boy. Che abbia perso la vena ispiratrice di "The Hour of Bewilderbeast" e "About a Boy" siamo tutti d'accordo, ma il sapore dolce della nostalgia rimane e nonostante tutti gli ultimi pezzi insignificanti noi continuiamo a volergli bene.

Questa è roba nuova che ci aveva fatto ben sperare:



Questa è la roba vecchia che non ci scorderemo mai:



Tone

sabato 30 ottobre 2010

Un libro ogni tanto: GENERAZIONE A

“Volevamo tutti che tornassero le api, ma nel profondo del cuore nessuno pensava che ce le meritassimo; ed ecco che io ne avevo appena ammazzata una”.
Diana

Einstein disse che se le api scomparissero alla terra rimarrebbero qualcosa come quattro anni di vita. Niente impollinazione, niente flora, niente frutta, niente più niente. Qualcuno vorrebbe contraddirlo? Non credo.
In Generazione A di Douglas Coupland le api hanno mandato a cacare il mondo e gli uomini. Un mondo schiavo di computer e palmari, asfissiato dalle informazioni e con una costante paura per il futuro. Se non fosse per le api che ancora ci ronzano attorno sembrerebbe davvero il nostro mondo, quello attuale. Un posto – quello del libro - in cui dal biologico si è passati all’artificiale e si mangiano mele croccanti al sapore di mela. Un tempo in cui domina il Solon, un farmaco crono-repressivo, che aiuta ad accettare la solitudine e modifica la percezione del tempo, facendolo scorrere più velocemente.
Un giorno però le api ricompaiono, cinque precisamente, e pungono altrettanti individui sparsi per il mondo. Zack, un coltivatore di mais americano, Julien, un nerd parigino fissato con World of Warcraft, Samantha, una neo-zelandese in crisi d’identità, Diana, una canadese pseudo-fanatica-religiosa affetta dalla sindrome di Tourette, e Harj, un centralinista dello Sri Lanka che parla come un centralinista e ha perso la famiglia per uno tsunami.
Ma perché proprio loro?

In Generazione X Coupland voleva raccontare i suoi anni novanta. Letto da un italiano quel libro oggi sembra descrivere perfettamente quello che stiamo vivendo noi seppur nel 2010. Un monumento generazionale che vi consiglio di comprare subito, se non l’avete ancora fatto.
In Generazione A i tempi sono ovviamente cambiati. Sono arrivati i social network e le relazioni virtuali sono diventate morbose, una droga dalla quale quasi tutti siamo ormai dipendenti. L’unica cosa che può salvarci sono le storie, con la loro forza di avvicinare, dare ordine e senso a delle vite che nonostante tutto hanno ancora tanta roba in comune. E raccontarcele è l’unico modo per scoprire cosa, come e perché.


Tone

lunedì 4 ottobre 2010

Ottobre fa No Age

Nella mia mente una parte degli anni ’90 non si è ancora conclusa. Qualcosa è rimasto a metà, sospeso. Ricordo solo qualche pomiciata, la morte di Kurt Cobain e il capodanno del 2000. Il grunge e lo shoegaze mi piacevano, ma poi erano già finiti. Tutto questo revival allora, dico io, è un bene. Gente come i No Age sta cercando di chiudere quella parentesi, di affrontare un transizione mai avvenuta. E’ un lavoro importante, che richiede serie capacità storiografiche. Ripartire dal loro ultimo “Everything in Between” è uno dei tanti modi per comprendere dove sta andando il rock e dove vogliamo andare noi.

Tone


lunedì 20 settembre 2010

Settembre fa Deerhunter

Per sua stessa ammissione Bradford Cox è asessuato. Non solo è uno degli artisti più dritti del momento, quest’uomo è davvero il futuro. Essere gay o trans è troppo al passo coi tempi, figuriamoci etero: giurassico. La vera trasgressione, la nuova frontiera della sessualità, è farsi i cazzi propri, letteralmente.
Il segreto dei Deerhunter sta in questo forse: lui probabilmente scopa solo con la sua chitarra, ma lei da parte sua gli fa dei bei servizietti di cui lui fa uso per tirare fuori dei disconi come l’ultimo “Halcycon Digest”. Fra i migliori del 2010.

Descritto così forse non aiuta a guardarlo dalla giusta prospettiva, ma, a parte le tendenze autogene di uno degli autori, l’album è una perla, la registrazione del suono dei vostri sogni più dolci. Una meraviglia.
Scaricatelo qui

Tone