

I nostri palloni non volano.. bruciano!





Ferrara apposta per i Coral e me li persi perché arrivai tardi. Ma il guaio non sarebbe successo se non fossero stati “il gruppo spalla” degli Arctic Monkeys dei quali non mi fregava una minkias. Ingiustizie che creano altre ingiustizie… come è giusto che sia nello star system della musica pop.Che senso ha scrivere della musica che ci piace e non parlare di noi stessi? Oggi Rico mi ha chiesto per l'ennesima volta di fare un pezzo su Flying Lotus. Una volta Rico, fresco di laurea mise un annuncio per dare ripetizioni. Lui voleva svecchiare la pratica delle lezioni private e scrisse “Si danno lezioni a ritmo di hip hop e rock”. Il telefono squillò e dall'altra parte il giovanotto chiese “Sei tu che dai ripetizioni?” “Sì, certo” rispose il nostro, preparandosi al primo compenso della sua carriera. “No ti ndi scorni ffaci hip hop (Non ti vergogni a fare hip hop)”, soggiunse l'adolescente insolente. Se c'è uno che non si vergogna a fare hip hop e che non smette di dire che la sua principale fonte di ispirazione è J Dilla, questo è Flying Lotus. Eppure le cose sono cambiate da Los Angeles o da Reset, i suoi primi lavori. In Cosmogramma l'arte si è affinata, i mezzi a disposizione sono migliori e la consapevolezza delle proprie capacità è maggiore. Per cui ci troviamo ancora dei pezzi dai ritmi sincopati e dalle melodie decostruite, ma sono mescolati a canzoni e a composizioni complesse negli arrangiamenti ed evolute nello stile. C'è il pezzo tecno con Thom Yorke, c'è il brano r'n'b, German Haircut e quello house, Do the astral plane, con l'ampio respiro degli archi e non ci dimentichiamo delle svisature free jazz di Arkestra; dulcis in fundo un bel match di ping pong a fare da tappeto ritmico in Tennis Table, con Laura Darlington. Credo proprio che J Dilla approverebbe.
p.s.: oggi sono andato a trovare il mio vecchio spacciatore di mixtape e l'ho fatto felice comprando da lui il disco dei Black Star, una delle mie prime recensioni su questo blog.
Abbiamo già parlato qui di questo fusoide e continuiamo a tenerlo sotto osservazione con massima attenzione perché qui siamo certi che ne uscirà un mostro, vista anche la sua giovane età – e vista la sua instabilità!
e lui ha obbedito alla chiamata.
Il made in italy più pregiato degli ultimi dieci anni viene dalla musica elettronica! Si chiamano Crookers. Chi li conosce saprà già tutto perché sono un culto, sono i migliori. Chi ancora no, vi mando qui, qui e ancora qui. Erano comunque quelli che qualche anno fa volevano solo “limonare limonare limonare”.. day ‘n nite! Individui che riescono a plasmare la merda del reggaeton in maxistecco pralinato, ad avvicinare in pista l'hipster e il tronista - che tanto ballerebbe lo stesso...
C’è poco da osservare. Come anche nel caso dei Record’s di qualche post fa, i Vermillion Sands sono una realtà italiana ormai fatta. Sono trevigiani e suonano garage folk fico con tutti i vezzi del caso: fuzz, synth vecchi, tremoli, organi. Ma non dategli dello stupido revivalismo perchè si incazzerebbero, e a ragione. Lo fareste con i Black Lips?
Pronto il secondo albumo dei bresciani Record’s, De Fauna et Flora. Confermano e rilanciano dopo l’ep d’esordio e l’LP Money’s on Fire.
er l’esecuzione. La sensazione era quella di “scarsa convinzione”, che purtroppo non è necessariamente sinonimo di delicatezza. Stessa sensazione che trovo nel nuovo album. Non saprei spiegare bene. In parte è nella voce. Ma più in generale sarà nell’indecisione tra stare più dalla parte del rock o da quella del pop. Rischi che si corrono quando si disprezzano i confini di genere.