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giovedì 13 gennaio 2011

Le Officine Cacofoniche della Musica di Lecce

Tempo fa su faccialibro circolava un gruppo chiamato “Le Officine Cantelmo fanno cacare” che recitava così:
Le Officine Cantelmo sono l'incarnazione dell'ennesimo appalto multimilionario gestito e vinto da persone incompetenti. Questa gente ha messo su una struttura destinata alla promozione di attività culturali come concerti, conferenze e spettacolo in generale ignorando totalmente l'esistenza di ingegneri acustici. Di fatto il salone dove si esibiscono i gruppi è inutilizzabile, la gente esce da là dentro stordita e annoiata. (…) Una consulenza acustica e qualche accorgimento sarebbero costati 1 milionesimo del budget complessivo per la realizzazzione della struttura (…).
Come dar torto a sti ragazzi. Tuttavia, pare che oggi le cose stiano per mettersi a posto. È recente infatti questa news:
prende il via ufficialmente il progetto "Officine della musica” (…) vincitore del bando "Interventi a favore della produzione musicale indipendente" (secondo classificato a livello nazionale) (…) che mira a trasformare le Officine Cantelmo di Lecce in una casa della produzione musicale indipendente salentina (da newspettacolo.com).
In pratica pare che ci saranno live per band emergenti, un programma per promuovere gli artisti locali, incontri, convegni e soprattutto concerti. Pare pure che...
Le Officine Cantelmo, da due anni student center e luogo d'incontro nel cuore della città barocca, si trasformeranno, grazie ad un lavoro di adeguamento acustico, in una sala concerti di oltre 500 posti (...) (da newspettacolo).
Adeguamento acustico... Sarà vero?? Ho i miei dubbi e non sarà bello far suonare Melissa Auf der Maur (la bassista di Hole e Smashing Pumpkins) con quel frastuono di riverberi ed eco insopportabile.
Ma soprattutto, qualcuno vuole commentare sul primo ospite del cartellone? Si chiama Romeus.

Rico

lunedì 9 marzo 2009

Corona a Nardò- Loro si divertono così.

Mentre qua si vive nell’inedia più deprimente e mentre l’alzheimer incalza, il popolo dei fighietti si dà da fare. Un tale Minozza apre un “ristobar in franciaisi" nel centro storico di Nardò col marchio di Fabrizio Corona (evidentemente il suo idolo, guarda l’acconciatura…), l’uomo simbolo della deriva intellettuale morale estetica italiana, per molti un mito proprio per la sua carica simbolica. E’ inutile fare critiche, si commenta tutto così bene da sé...
Visto che folla? Ahah esilarante. L’unica cosa che mi viene da dire è che: loro (a modo loro) si divertono, noi no!
Forse dovremmo imparare da Minozza e aprirci un bel club col nome di Pino Scotto!!

rico