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giovedì 5 maggio 2011

I comparuzzi della new wave salentina

I semini del revival new wave sono caduti pure nelle campagne leccesi e hanno incredibilmente attecchito, non si sa come, nella terra del reggae. Ora raccogliamo i frutti. Dopo l’uscita electrowave di Touch Me And Shout dell’anno scorso, vi segnaliamo la prima fatica degli amici Play on Tape, A Place To Hide, potete ciucciare tutta qui. È un tuffo nel passato di Joy Division, o per le nuove generazioni, qualcosa che suona come Interpol e compagnia bella. Ben confezionato, ben fatto, convincente. Bravi uaglioni!
Ora aspettiamo nuove dalla neonata formazione new wave di casa nostra, i simpatici comparuzzi Metropolitans, già vincitori delle selezioni molto provinciali di Italia Wave. Così come dal giovanissimo Cesco Caggiula, che proprio new waver non è, ma ce ne ha, nel suo DNA brit.
Così, in tutto questo frullare del termine wave, abbiamo una risposta chiara alla domanda: ma c'è wave?

Rico

mercoledì 15 settembre 2010

Piatti atipici nella cucina salentina: Touch me and shout. Assaggiare

Qui in zona hanno fatto più presenzialismo di Rocco Palese in campagna elettorale. Centinaia di live in un solo anno. Alla fine non ne potevamo più, ma posso giurare che il primo impatto è stato una vera sorpresa nel panorama stepposo dell’ultimo anno trascorso. Un lui e una lei e un muro di suono fatto di guitarstoner sborroster (lui), microkorg (lei) e drum machine (?).
Dopo tanti live finalmente è fuori il primo demo dei Touch me and shout. 9 brani registrati in casa e chiusi in una “copertina da costruire”(vedi pic). Un piatto nuovo nella cucina salentina, mix di synth pop ottantino, new wave, electro dance justizialista. Qualche appunto da fare ci sarebbe, ma c’è tanto buon potenziale che ci fanno sperare bene.
Chiediamo direttamente a loro cosa vogliono dire per promuoversi….
(Antonio): lasciate perdere questo farloccone e tutti i suoi amici fattoni... l'album fa cagare di brutto!!! ma fa così tanto cagare che dovete ascoltarlo per forza! per quanto fa cagare lo regaliamo pure! anche se abbiamo buttato il sangue per ficcare così tanti suoni in un merdosissimo cciddì! beccatevi il link e scaricate... vi aspettiamo sul nostro facebook per sapere che ne pensate, sono ben accette le critiche! touchmeandshout

http://www.megaupload.com/?d=S8C9OO9J

rico

sabato 1 maggio 2010

Indiefest. Altro che Festa del Lavoro!

Festa del lavoro? Ma quando mai. Silvio ha ragione quando dice che la Costituzione è obsoleta. L’italia è una Repubblica fondata, oltre che sull’illegalità, sull’ozio e saremmo tutti più contenti se la cosa fosse istituzionalizzata.
Direi che L’Indiefest è un’ottimo esempio di Festa dell’Ozio salentino. Ringraziamo vivamente gli organizzatori sia per regalarci ogni anno una bella festa in un bel posto, il Camping Sentinella di Torre dell'Orso (LE), ma anche l’opportunità di stare lontani da Rai3 e dal Concerto di Piazza San Giovanni a Roma.
Come ogni anno, una buona occasione anche per fare il punto della situazione sull’indie locale. La scaletta la vedete nella pic qui accanto. Quest’anno abbiamo anche new entry dall’oltresalento: Vegetable G, Skelters, The People speak.
Una sfilza di band, dj e tanta carne! Buon Primo Maggio. E ricordiamoci, il lavoro debilita l’uomo!

rico

mercoledì 28 ottobre 2009

2 kiakkere con ... Andrea Litti

Andrea Litti è il tipo magro col berretto che avete trovato in tutti i concerti più zozzi degli ultimi 20 anni della provincia. E’ una colonna portante dell’underground leccese. Praticamente è come se ci fosse sempre stato. Era uno dei nomi di personaggi alternativi che sentivo nominare 15 anni fa, tempi di medie/liceo quando sti nomi erano ancora solo nomi senza volto e per questo avvolti nel mito. Andrea è durato nel tempo, inossidabile, sempre con la stessa voglia e lo stesso spirito e un mito, in qualche modo, lo è rimasto.
Faccia pulita, no piercing no tattoo, in bilico tra straight edge e bravu vagnone de lecce. Suona durissimo ma non ce la farà mai ad essere un cattivo! Mah, poco importa per uno che in qualche modo ha già fatto storia. Chitarrista per numerose band,“agitatore”, organizzatore e fonico, oggi anche voce con i suoi Shank.
Se oggi il rock alternativo salentino ha qualcosa di importante da dire è merito di gente come Andrea Litti.
Dunque mi sembra doveroso parlare di questo figuro per omaggiarlo e per capirne di più sulla nostra situazione attuale. Ci siamo fatti sue chiacchiere, che sono un piccolo documento di storia del punk e del metal autoctono. La zuppa è lunga ma saporita, vale la pena.

R: Ciao Andrea, per cominciare facci un riassunto della tua carriera da musicista.
A: Ciao Federico, allora: nasco 34 anni fa, passo un'infanzia segnata dall'ascolto di Duran Duran e Michael Jackson e dalla visione di Superclassifica Show e Deejay Television, conosco il metal tramite le copertine dei dischi degli Iron Maiden collezionati da un cugino più grande quando facevo le medie, poco dopo vengo a conoscenza del fatto che un altro cugino suona la chitarra e ascolta metal e da lì tutto in discesa: accumulo quintali di cassette (molte delle quali ascoltate sì e no una volta), decine di vinili (questi invece, almeno per i primi anni, comprati sempre se e quando ne valeva la pena), pagine e pagine di riviste specializzate (il caro vecchio H/M!!)...
A: A 16 anni compro la mia prima chitarra, poco dopo metto su la mia prima band, gli Antitetanica (?!?), con il caro amico Gianni che oggi mi fa compagnia negli Shank, e da lì in poi è stato un susseguirsi di progetti più o meno longevi e riusciti, tra i quali mi preme ricordare i D.I.A., trio autore di uno schietto grindcore alla primi Napalm Death, coi quali abbiamo realizzato un 7" e partecipazioni a varie compilation (inter)nazionali di grind-crust-hc super underground e DIY, oltre a nu paio di mini-tour italiani. La band è esistita tra il '94 e il '98 più o meno, e facevamo roba piuttosto ostica per l'epoca: avevamo un repertorio di circa 40 canzoni della durata media di 40 secondi!
Nel ’97 ho formato gli Shank (foto), dei quali io e Max siamo gli unici membri originali rimasti. Dopo duecento concerti, due dischi, un terzo in arrivo, quasi una decina di persone entrate e uscite dal gruppo e dopo oltre 10 anni non abbiamo ancora tanta voglia di smettere.
Da qualche anno lavoro come fonico/tecnico audio in proprio e alle dipendenze di altri service, inoltre collaboro con un po’ di locali salentini e pugliesi per vari aspetti legati all’organizzazione di concerti: booking, promozione eccetera.
R: minchia Andrea avevo detto un riassunto... E comq Antitetanica perfetto mix tra punk e metal, era già tutto scritto in quel nome eheh..

R: Quando ero piccolo per me eri un prototipo di alternative kid, ma non mi sembravi proprio un metallaro… - specie se consideri che vengo da un paese metallarissimo e rozzo, Galatone, dove metal significava Iron Maiden e Metallica…
A: Beh in effetti i capelli lunghi e il chiodo non li ho mai portati, ma nemmeno tatuaggi, piercing, pettinature strane o altre cose da prototipo alternativo haha...
R: Eheh, sisi, ma infatti ti vedevo come un un indie kid, mi era difficile metterti accanto a quei metallozzi che conoscevo (poi vabbè cazzo vuoi che ne capissi a 13/14 anni!). Insomma, dove ti collocheresti tu all'interno dello spettro dell' "hard'n'heavy"? Quali sono invece i generi metal che ti fanno cacare? Ce ne saranno, spero!
A: Guarda a me il Metal piace soprattutto nelle sue varianti estreme tranne il 99% del black metal, poi non mi dispiace l’hair metal anni ’80 e i mega gruppi tipo Iron, Judas, Van Halen, Black Sabbath... mentre invece non sopporto quasi per nulla il power, il prog, le mutande di pecora, le spade, i dragoni e le masturbazioni soliste fini a se stesse.
Riguardo invece al punk-hardcore mi piace tutto il filone “post-” generato dai Neurosis, le robe matematiche alla Botch, Converge o Dillinger Escape Plan, la vecchia scuola italiana (Wretched, negazione, Raw Power) e statunitense (Minor Threat, Negative Approach), gli incroci col metal, lo straight edge...

R: Giorni fa ho saputo di un gran concerto con questi Amia Venera Landscape. Cosa c’è in programma per i prossimi mesi?
A: Sì gli Amia sono un sestetto veneto che si ispira a Cult Of Luna e Isis e si sono resi protagonisti di un vero concertone lo scorso sabato 10 ottobre all’Istanbul cafè. Questo è il terzo anno che do una mano al locale per la programmazione di musica “tosta”, rispetto alla stagione scorsa ci saranno meno eventi, purtroppo ci siamo scontrati con la disattenzione del pubblico verso eventi che non contano il “gruppone” in cartellone, quindi l’anno scorso molti concerti di alta qualità ma con nomi troppo underground o con gruppi locali comunque molto validi sono stati disertati... Quest’anno tra Istanbul cafè e Atrax club di Martignano dovrebbero passare da queste parti To Kill, Infernal Poetry, Valerian Swing, Strength Approach, Natron, Doomraisers, Southborn (tutti questi gruppi sono reperibili e ascoltabili su myspace, non fate i facebookinari e andateveli a cercare!) e altri nomi su cui stiamo ancora in fase di discussione...

R: Qui a Lecce, sai meglio di me, ci sono ottime potenzialità, ma c’è un grosso problema, un unico cazzo di enorme problema che blocca tutto: mancano i locali per i live, club, capannoni ecc. Sono convinto che se avessimo i locali giusti potrebbe esplodere qualcosa. Come dobbiamo fare?
A: Guarda mi trovi parzialmente d’accordo, perché secondo me ad esempio un posto come l’Istanbul se stesse a Lecce farebbe ben altri numeri, ma secondo me è grave anche il fatto che il pubblico è stato fin troppo abituato ai concerti gratuiti e non è disposto a spendere soldi per andare a vedere un concerto e anche dieci euro spaventano e ti fanno restare a casa anche se ti perdi uno spettacolo coi controc**zi. Sai quante volte con Marco dell’Istanbul ci facciamo le pippe su quanto sarebbe bello portare qui questo o quel gruppo che però costa anche solo 1500-2000 euro e non possiamo scommettere sul fatto che verrebbero a vederlo 200 stronzi a 10 euro?

R: Come ti pare che vadano le cose musicalmente qui in Salento? Io vedo un po’ di rassegnazione a questo stato di immobilità, che naturalmente non è di responsabilità dei gruppi. E sembra che vada tutto a puttane. Poi non vedo molto ricambio ultimamente.
A: Dipende. Nel Metal in questi anni sono nati tanti gruppi, anzi, rispetto a due-tre anni fa ci sono molti più ragazzi che suonano, certo in maniera molto instabile e precaria (a volte ci si deve sbattere mesi per trovare una sala prove decente!), e poi sicuramente manca una certa “professionalità” nel rapportarsi ai live che ad esempio è molto più sviluppata a Bari, e che va dalla ricerca dei suoni alla maniera di comportarsi su un palco e durante un check, con tutto quello che passa di mezzo. Ripeto: a me sembra che ci sia poco supporto da parte del pubblico, che smuove il culo solo per la bella “situazzione” o se suonano gli amici o il gruppo grosso. E possibilmente gratis!

R: Domanda nostalgia. Confronto tra anni Zero e anni Novanta. Cosa c’è di meglio ora rispetto ad allora, se c’è? Cosa è andato perso?
A: Ci sarebbe da spendere un giorno per rispondere a questa domanda... Negli anni ’90 nel Salento c’erano i Centri Sociali, le situazioni autogestite, tirare su un concerto era più facile, c’era molta più improvvisazione, ed era tutto più ruspante e genuino ma meno professionale e giravano ancora meno soldi di oggi... Molti di noi non hanno saputo cosa fosse una cassa spia per molto tempo, all’epoca mi ricordo che era pratica comune usare come impianto voce l’amplificatore più grosso, a cui si collegavano in genere microfoni di scarsissima qualità che al confronto le cineserie di oggi sono come i Neumann da 3000 euro!
Oggi per un certo verso c’è più consapevolezza su come funzionano le cose, i gruppi un po’ più bravi e che si sanno muovere riescono a suonare più facilmente fuori dagli angusti confini provinciali... nei 90’s ogni volta che un gruppo di amici andava a suonare fuori (che poi per noi “fuori” significava già Taranto o Bari...) ci sembrava chissà cosa, mentre ora con qualche conoscenza giusta riuscire a spostarsi per lo meno nelle regioni del Sud è più semplice. Quand’ero un giovane “musicista” (?) alle prime armi chi possedeva un combo da 100w o la batteria con la doppia cassa veniva già guardato con rispetto e ammirazione come se fosse su un livello superiore, oggi invece vedi ragazzini con mega-ampli valvolari che io sono riuscito a permettermi solo mettendo da parte i soldi del servizio civile a 27 anni! Cioè, la morale della favola è: oggi per chi suona le potenzialità sono maggiori, ma per un fatto strettamente culturale non si sono ancora sviluppate come in altre città italiane dove certe situazioni si sono già cementate, quindi credo che purtroppo dovrà passare altra acqua sotto i ponti.
R: ok, Andrea, grazie, tra 10 anni tiriamo di nuovo le somme.

rico

mercoledì 23 settembre 2009

Rumours loquali: il punto della situazione leccese

Appena cominciata la stagione nuova. Mi piaceva a questo proposito fare il punto della situazione musicale loquale, insomma vedere che sta succedendo con le band di casa, naturlamente i nostri comparuzzi a cui siamo più affezionati.
Posso dire, per cominciare, quello che mi riguarda da vicino (Slips e Thousands Millions).
Gli Slips (in foto), che davano tutti per defunti, danno invece sprazzi di vitalità. Si sono riformati st'estate per un live antitaranta e ne sono usciti 3 pezzi nuovi nientemale, una ripresa live sul mare e un'altra ripresa in sala prove (coi nuovi pezzi) ancora in fase di montaggio, forse persino un clip. Per il futuro si pensa ad un disco da registrare, forse estate prossima, e allo scioglimento, stavolta definitivo con morte fisica di almeno un componente, così nn se ne parla più. I Thousands Millions, col ritorno di Moreno alla base, sono in fase sperimentale e stanno provando una nuova formazione a quattro con Atraz (Sunward) al posto di Massimo "Midnight" Giannuzzi e Peppino "Peppinella" Manta (Spread your Legs) alla seconda chitarra, per andare a in giro a promuovere il secondo album, ancora nel cassetto del Sudestudio.
A propo di Spread your Legs.. morti? No. Ritornano sul palco dopo mesi di assenza: sabato sono all'Istanbul Cafè per riaprire la stagione del locale, con immancabile diretta streaming su Radio FLo.
Ancora rocko, i Muffx sembrano proseguire la loro attività portando il giro il loro Small Obsession - una big obsession per qualcuno vista la poderosa quantità di spam che i nostri four horsemen praticano sui pc degli amici.
Cast thy eyes
(in foto), non li sentiamo da un po', ma mamma Odelay pensa pure alli mortacci loro, e gli serviamo un bel concerto cattivissimo con Gerda, fissato per venerdì 13 novembre (!!). Ne riparleremo.
I Sunward dopo la fuitina di Mike Dread in Spagna pare si rimettano in sala prove.
Passando al pop, Tuma a quanto pare registra il suo terzo disco al Sudestudio, che, a proprosito, apre con un un ecomostro nuovo di zecca nelle campagne tra Campi, Guagnano e Cellino, come se non bastasse l'aria malsana che tira dalle parti di Albano. Ancora Tuma, tre dei suoi pezzi sono finiti in una colonna sonora, tutta curata da Elefant, per un film spagnolo, Yo Tambien.
Girl with the Gun. Anche lì, le acque sono calme. La coppia Moreno-Matilde Davoli piazza qualche data di quando in quando, non si hanno altre news, per ora, neanche di Populous e dei suoi acciacchi :D
Di altro non so. Ma ho già parlato troppo. Alla prox e ci vediamo sabato.

rico

lunedì 21 settembre 2009

Da er Circoria a Aban, viva l'hip hop italiano

Arrestati per detenzione e spaccio i trucidi del TruceKlan, il combo di dirty hip hop romano, loro e i loro compari balordi. Naturalmente è una cosa che fa poca notizia per chi già li conosce: dopo averli visti nel Mucchio Selvaggio col "cummeo" di Miss Violetta (S)Beauregard, il fatto che Noyz Narcos e er Cicoria siano dei pusher, che si divertano con la bamba e che abbiano piante di maria transgenica in casa passa in secondo piano. Nè ce ne può fregare molto. E assolutamente non ci frega che i media, come sottolineano qua e là, facciano del panico morale associando l'hip hop a certa depravazione.
Quello che invece mi interessa sottolineare è che questi finiscono per essere mitizzati nonostante facciano cacare musicalmente. Ecco chi sono sti pagliacci di ghiaccio.

Senti che liriche! E magari finisce pure che si beccano un contratto major proprio per il balzo di notorietà avuto coi giornali. Di sicuro nella torbida capitale diventano degli eroi neri per tutti i burini testediminkia che affollano le borgate.
Non conosco l'hip hop italiano, ma da quello che mi può arrivare alle orecchie versa in condizioni merdose. Dalla Roma di Truceklan a Milano di Fabri e Marracash che sono diventati fichi solo perchè "dicono la verità". Si mettano a fare giornalismo di denuncia se questo è l'obiettivo.
Pensa te che lo malo hip hop del dirty, o krank, sbarca pure a Lecce creando soluzioni mostruose come il mitico Aban. Compà nà lu video e fatte nu giru.

rico

venerdì 17 luglio 2009

La serie positiva dei Superpartner

Mentre qua stiamo a lagnarci che tutto ci rema contro e tutto il sistema è sbagliato c'è chi invece riesce ad ottenere piccoli grandi successi. Continua la serie positva per gli amici Superpartner. Stavolta Super Francesco Lanferdini e Partners hanno messo in saccoccia un contratto per sincronizzare un loro brano, Torture me, nel nuovo promo spot della prima stagione di CSI, che va in onda su Fox per quest'estate. Verrebbe da dire, Torture me, Rosita! :P Vi mando al loro sito, non si sentirà granchè ma l'importante è il fatto. Intanto qua eccove il loro video di qualche tempo fa. Forza Lanfer!

rico